L’articolo di Marco Mondini, “La guerra per la realtà”, riprende e attualizza le riflessioni di Dmytro Kuleba, attuale Ministro degli Esteri ucraino, sul tema della disinformazione e della “guerra per la realtà” in un contesto sempre più polarizzato e influenzato dalla propaganda.
Ecco i punti principali dell’articolo:
- Il Monopolio infranto: Mondini parte dal libro di Kuleba del 2019, “La guerra per la realtà”, dove l’autore sosteneva che il monopolio della verità, così come quello della menzogna, fosse stato infranto. Kuleba, all’epoca giovane diplomatico, aveva osservato come l’Ucraina avesse perso la “guerra comunicativa” del 2014, quando la Russia di Putin aveva giustificato l’annessione della Crimea e il conflitto nel Donbass con false narrazioni su “eccidi” di russofoni e la presunta natura neonazista del governo di Kiev.
- · La forza della disinformazione: L’articolo evidenzia come la disinformazione russa fosse riuscita a fare breccia nell’opinione pubblica internazionale, pur ignorando la realtà dei fatti. Mondini cita l’esempio del partito di estrema destra ucraino Svoboda, che nel 2019 aveva un peso politico minimo, smentendo la narrazione del Cremlino. L’autore sottolinea come i dati reali non abbiano avuto presa sui consumatori di notizie online, che si sono dimostrati indifesi di fronte a bufale capaci di trasformare un’aggressione in un atto di legittima difesa.
- · Gli allarmi ignorati: Nonostante i continui avvertimenti di istituzioni come lo Swedish Institute of International Affairs (già nel 2017) e il Eu DisinfoLab (con l’operazione Doppelganger), la capacità dei cittadini europei di discernere le notizie false non sembra essere migliorata. Vengono citati anche i dati di News Guard, che ha identificato oltre 500 siti di disinformazione legati al governo russo in Paesi come Regno Unito, Francia, Germania e Italia.
- La responsabilità individuale: L’articolo si conclude con la riflessione di Kuleba: la guerra per la realtà non può essere vinta solo con controlli o monitoraggi, ma richiede un ruolo attivo da parte dei cittadini. L’autore sottolinea che spetta ai lettori e agli spettatori battersi per primi, diventando “consumatori critici” delle informazioni e “soldati in prima linea” in una guerra spietata, in cui è in gioco la possibilità di stabilire chi ha torto e chi ha ragione.
- 4 agosto 2025



