Massimo Franco ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui descrive una fase delicata per il governo guidato da Giorgia Meloni, dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia.
Dice Franco: ”La premier ora si trova di fronte a una salita insidiosa. Ma anche l’opposizione, divisa sulla politica estera, è nella stessa situazione popolare che lo ha sospinto. Quanto alla volontà di Meloni di non farsi logorare, la frase è più difficile da decifrare. Il blitz col quale ha imposto il passo indietro ad alcuni esponenti dell’esecutivo può apparire tardivo e sospetto, ma era obbligato. Indica la determinazione a togliersi di dosso zavorre che l’hanno appesantito in questi mesi; e a continuare a governare. Il resto sono congetture, come l’ipotesi che Palazzo Chigi possa tentare un voto anticipato per uscire da una situazione complicata. Bisognerebbe spiegare al Paese una crisi da implosione della maggioranza. Si intuisce solo che alla premier saranno necessarie pazienza e lucidità per non smarrirsi. Le opposizioni fotografano «una crisi politica profonda», nelle parole della segretaria del Pd, Elly Schlein. Che dice di sentirsi pronta a votare «in qualsiasi momento». Pd e M5S si guardano bene dal chiedere le dimissioni del governo, però. Non hanno un candidato condiviso per Palazzo Chigi, e sono spaccati sulla politica estera. La fase del dopo referendum si profila come una salita insidiosa per Meloni ma anche per loro”.
Sintesi:
Il punto centrale è che le tensioni politiche non arrivano dall’opposizione, ma dall’interno di Fratelli d’Italia. Il risultato negativo del referendum ha fatto emergere divisioni e malumori già presenti da tempo, più che crearli. È quindi visto come un sintomo di un logoramento della maggioranza.
Un caso emblematico è quello della ministra Daniela Santanchè, costretta a dimettersi con difficoltà dopo il rinvio a giudizio. La sua resistenza e le tensioni interne al partito mostrano una difficoltà della premier nel gestire i propri ministri, con un impatto sull’immagine del governo.
Meloni cerca comunque di reagire, imponendo alcune uscite dall’esecutivo e ribadendo la volontà di andare avanti. Tuttavia, la situazione resta fragile e complessa, e si ipotizza persino (anche se non in modo concreto) il ricorso a elezioni anticipate, che però sarebbero difficili da giustificare.
Dall’altra parte, anche l’opposizione — guidata tra gli altri da Elly Schlein — appare debole e divisa, senza una leadership alternativa né una linea comune, soprattutto sulla politica estera.
Conclusione:
Il “dopo referendum” apre una fase incerta: la maggioranza è attraversata da conflitti interni, mentre l’opposizione non è pronta a capitalizzare la crisi. Entrambi i fronti si trovano quindi in difficoltà.
26 marzo 2026





