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Esteri

Il futuro di Putin

Marco Imarisio ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale in cui analizza il cambiamento radicale e irreversibile della Russia in seguito al conflitto in Ucraina e traccia la linea strategica di Vladimir Putin per il futuro.

Dice Imarisio: ”La vita di ieri è finita. E non tornerà più. Questo il titolo con il quale Nezavisimaya Gazeta, il più liberale dei quotidiani moscoviti, sempre sul filo tra libertà condizionata di pensiero e prigionia in senso non solo figurato, presenta l’ennesima settimana decisiva dei negoziati sulla possibile fine della guerra in Ucraina

Ecco i punti salienti della descrizione dello stato delle cose.

  1. Fine dell’illusione: l’articolo parte dalla premessa che “la vita di ieri è finita” e non tornerà. L’essenza stessa della Russia è cambiata in modo radicale. Citando il quotidiano moscovita Nezavisimaya Gazeta, si sottolinea che la Russia non vuole più tornare al “rules based order” occidentale, che non rappresenta più un valore per il Paese.
  2. Rifiuto dell’Occidente e strategia di Putin: l’illusione che una pace possa riportare tutto com’era è smentita dal realismo russo. La strategia di Putin si basa sull’idea che il rapporto con “l’occidente collettivo” sia ormai solo una questione di affari e denaro: materie prime in cambio di denaro e tecnologie per sostenere un’economia di guerra vacillante. Il Cremlino mira a rendersi indipendente o non ricattabile da Europa e USA.
  3. Il Nuovo Ordine Mondiale: Putin sta cercando un rafforzamento del suo peso globale, gettando le fondamenta per un sistema alternativo di potere. La Russia intende partecipare a questo nuovo Ordine mondiale, pur essendo consapevole di essere un socio di minoranza.
  4. Sottomissione alla Cina: la recente abolizione dei visti per i cittadini cinesi è vista come una concessione inevitabile all’alleato più forte (Xi Jinping). Questo gesto, presentato come cortesia, in realtà costringe il Cremlino a rinunciare a parte della sua sovranità, aprendo le porte a una possibile “colonizzazione” della Russia orientale da parte di lavoratori cinesi.
  5. Relazione opportunistica con gli USA: anche il rapporto con gli Stati Uniti è valutato in chiave puramente strumentale. L’approccio deferente verso Donald Trump è dettato da un semplice interesse: considerarlo uno “Zio Sam lunatico e ricco, da lodare e sfruttare, finché c’è.”
  6. La guerra esistenziale: la resistenza ucraina, guidata da Volodymyr Zelensky, è vista come un “fastidio e una questione di principio” in quanto un’incapacità di vincere un conflitto locale minerebbe la credibilità della superpotenza nel Nuovo Ordine Mondiale. L’economia in difficoltà non sarà un deterrente, ma porterà a un’ulteriore stretta autoritaria. Per Putin, questa è una guerra esistenziale, il conflitto per cui vuole essere ricordato come un “condottiero” e un vincitore, il che implica la rivendicazione di territori altrui, non solo la firma di un trattato. 2 dicembre 2025