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Economia

Giappone, i dazi abbattono il Pil (-1,8%), Italia ultima in Europa per la crescita

Gianni Trovati ha pubblicato su Il Sole 24 Ore un articolo in cui presenta un duplice scenario economico, evidenziando da un lato le difficoltà del Giappone e dall’altro la situazione di “doppio binario” dell’Italia nelle previsioni economiche d’autunno della Commissione europea.

Scrive Trovati: ‘‘Le tariffe Usa e la frenata dell’immobiliare pesano sull’economia giapponese. Pil italiano cumulato +2% nel triennio 2025-27: la metà rispetto all’Eurozona. Ora c’è anche la certificazione della Commissione europea che nelle previsioni economiche d’autunno vede l’Italia fanalino di coda nella crescita del Pil per il triennio 2025-2027: solo il 2%, la metà della media dell’Eurozona. In compenso si apre la strada per l’uscita dell’Italia dalla procedura Ue per deficit eccessivo. I dazi Usa e la crisi immobiliare interna pesano intanto sul Pil del Giappone: -0,4% nel terzo trimestre sul precedente e -1,8% rispetto ad un anno prima”.

1. Crisi in Giappone. Il Giappone registra un calo del PIL dovuto ai dazi USA e alla crisi immobiliare interna. Nel terzo trimestre, il PIL è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% rispetto all’anno prima.

2. Italia: ultima in Europa per la crescita (2025-2027): le previsioni della Commissione europea mettono l’Italia come il fanalino di coda nella crescita del PIL per il triennio 2025-2027, con una crescita cumulativa prevista di solo il +2%. Questo dato è la metà esatta della media stimata per l’Eurozona, che si attesta al +4%.

  • Crescita a breve termine: la Commissione ha rivisto al ribasso la stima di crescita per l’anno in corso a +0,4% e per l’anno successivo a +0,8%.
  • Confronto europeo: l’Italia è ultima, seguita da Finlandia (+2,2%), Austria (+2,4%) e Germania (+2,6%). Paesi come Spagna (+7,4%) e Grecia (+6,1%) mostrano ritmi di crescita molto più sostenuti.

3. La “doppia velocità” dell’economia italiana: nonostante la crescita debole, l’Italia mostra un quadro positivo sul fronte dei conti pubblici, aprendo la strada all’uscita dalla procedura UE per deficit eccessivo:

  • Deficit pubblico: il deficit di quest’anno è stimato in riduzione al 3% del PIL (o 2,98% senza arrotondamenti), in linea con il Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) italiano. Questa correzione segna un passo avanti verso l’addio al braccio correttivo del Patto UE nel 2026.
  • Debito pubblico: il debito è visto in crescita quest’anno al 136,4% del PIL, con un picco nel 2026 al 137,9% per poi scendere al 137,2% nel 2027.

In sintesi, l’Italia sta migliorando i suoi conti pubblici, rispettando (e potenzialmente superando) i target per uscire dalla procedura per deficit, ma a costo di una correzione fiscale che frena l’economia reale, rendendola l’ultima in Europa per crescita prevista nel prossimo triennio.

18 novembre 2025