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Economia

Carburanti, Italia al top in Europa per tasse su gasolio. Su un litro di diesel 1,08 euro vanno allo Stato

Su Il Sole 24 Ore viene pubblicato un articolo che riporta un’elaborazione di Adusbef basata sui dati della Commissione europea aggiornati al 19 ottobre 2026. Il dato centrale è che in Italia le imposte sul gasolio rappresentano il 48% del prezzo finale alla pompa, una quota che colloca il nostro Paese al primo posto in Europa per pressione fiscale sul diesel.

Si scrive: ”Considerato il prezzo industriale del diesel in Italia al netto delle tasse (1,166 euro/litro), ogni cittadino paga su un litro di gasolio quasi 1,08 euro a titolo di imposte, contro una media europea che si ferma a 0,790 euro: questo significa, osserva Adusbef, che gli automobilisti italiani pagano 29 centesimi di tasse in più rispetto alla media europea, +14,5 euro su un pieno di gasolio da 50 litri. Ciò non significa che l’Italia sia il Paese con i prezzi più elevati del diesel: nella classifica dei listini medi alla pompa la Finlandia si colloca al vertice con 2,531 euro al litro, seguita da Danimarca (2,501 euro), e Olanda (2,456 euro), mentre l’Italia si piazza in 7° posizione con una media di 2,244 euro al litro – precisa l’associazione – I prezzi più bassi oltre a Malta (1,21 euro/litro) sono quelli di Polonia (1,79 euro/litro), Bulgaria e Spagna (1,88 euro/litro)”.

I punti principali

  • 1,08 euro per litro finiscono allo Stato: secondo i dati riportati, questa è la somma che gli automobilisti versano in imposte per ogni litro di gasolio acquistato.
  • IVA e accise incidono per il 48% del prezzo finale: quasi la metà di quanto paga un automobilista non remunera il costo industriale del carburante e la sua distribuzione, ma corrisponde al prelievo fiscale.
  • Il confronto europeo: l’elaborazione segnala che l’Italia ha un’incidenza fiscale sul diesel superiore a quella degli altri Paesi europei considerati.
  • Le conseguenze per famiglie e imprese: il peso delle imposte contribuisce al costo degli spostamenti e del trasporto delle merci. Quest’ultimo può riflettersi, almeno in parte, sui prezzi dei beni e quindi sul costo della vita.

Il significato economico e politico

Il dato si inserisce nel dibattito sulla fiscalità italiana e sulle promesse di riduzione del costo dei carburanti. Un’imposizione elevata sul diesel pesa non soltanto sugli automobilisti, ma anche sulle imprese che dipendono dal trasporto su strada.

Occorre però distinguere due questioni: il livello delle tasse e il prezzo finale del carburante. Un Paese può avere un’incidenza fiscale più alta senza avere necessariamente, in ogni momento, il prezzo finale più elevato, perché intervengono anche il costo del petrolio, la raffinazione, la distribuzione e le oscillazioni del mercato.

La questione delle accise

Per valutare concretamente il peso fiscale, bisogna considerare che l’IVA si applica anche sulle accise: il prezzo alla pompa comprende quindi un prelievo fiscale composto da più elementi.

Inoltre, ridurre le accise avrebbe un costo per le entrate pubbliche, a meno che la perdita non venisse compensata con altre entrate o minori spese. La questione diventa dunque anche una scelta di politica economica: quanto alleggerire il costo dei carburanti e come finanziare la riduzione?

In conclusione: l’articolo mette in evidenza un dato significativo: in Italia il fisco assorbe una parte molto consistente del prezzo del gasolio. Per giudicare l’effettivo impatto sui cittadini, sarebbe utile affiancare a questo dato il confronto con gli altri Paesi europei, i prezzi finali alla pompa e l’andamento delle accise negli ultimi anni, verificando anche quanto siano state mantenute le promesse di riduzione fiscale.

25 ottobre 2026