Alessandro Bocci ha pubblicato un articolo sul Corriere della Sera in cui ha scritto di avere gioito per la prestazione dell’Italia di Roberto Mancini allo Stade de France contro i favoritissimi transalpini di Sinèdine Zidane.
Scrive Bocci: ”Una squadra viva e vera, costruita intorno all’insuperabile Donnarumma, una specie di supereroe. All’alba del nuovo viaggio, Mancini ha trovato risposte confortanti e rovinato l’esordio casalingo di Zidane. A Bursa, gli azzurri avevano palleggiato spavaldi nella metà campo della Turchia, a Parigi lo abbiamo fatto nella nostra, cercando di far scattare il vecchio e caro contropiede e se Kean fosse stato più freddo e meno istintivo la partita avrebbe preso subito una piega diversa. Però la banda del Mancio non si è mai smarrita, neppure nel momento in cui la Francia, a inizio ripresa, ci è saltata addosso e Olise ha marcato la differenza. L’Italia è rimasta in piedi, imparando l’arte nobile della sofferenza, come tante Nazionali del passato”.
E prosegue: ”E quando la sconfitta sembrava inevitabile, e alzi la mano chi non lo ha pensato, si è rimessa in piedi e lo ha fatto con la seconda rete consecutiva di Bastoni, che ha scacciato, speriamo definitivamente, i fantasmi di Zenica. Al Parco dei Principi, giusto due anni fa, abbiamo giocato l’ultima vera grande partita prima del terzo Mondiale consecutivo fallito. Stavolta non abbiamo vinto, ma questo pari è confortante. Sull’1-1 sono stati gli azzurri a provarci di più con coraggio e un pizzico di sana follia. Una serata di gala. La Nazionale di Parigi è molto più vicina a quella scintillante vista in Turchia che a quella disastrosa dell’esordio con il Belgio. E Mancini è già a suo agio”.
Alessandro Bocci interpreta il pareggio dell’Italia contro la Francia come un segnale molto positivo nel nuovo percorso della Nazionale guidata da Roberto Mancini. Nonostante il prestigio e la forza dell’avversario, gli azzurri hanno mostrato organizzazione, carattere e capacità di soffrire, riuscendo a rimontare e a chiudere la partita in attacco.
Il punto di riferimento è stato ancora una volta Donnarumma, decisivo e descritto come un autentico «supereroe». La squadra, dopo aver dominato il possesso contro la Turchia, ha saputo cambiare atteggiamento a Parigi, giocando più raccolta e affidandosi al contropiede. Bocci sottolinea soprattutto la capacità dell’Italia di non disunirsi nel momento di maggiore pressione francese, quando Olise aveva messo in difficoltà la difesa.
La rete di Bastoni, seconda consecutiva, ha avuto anche un valore simbolico: ha permesso agli azzurri di reagire quando la sconfitta sembrava ormai inevitabile e di allontanare i ricordi negativi delle precedenti delusioni.
Per Bocci, il pareggio assume quindi un significato importante: l’Italia non ha vinto, ma ha dimostrato di essere una squadra «viva e vera», capace di giocare con coraggio e persino con un pizzico di follia nel finale. La prestazione di Parigi appare molto più vicina a quella convincente contro la Turchia che alla negativa partita d’esordio contro il Belgio.
Anche le scelte di Mancini vengono lette positivamente. Il commissario tecnico ha modificato poco rispetto alla partita precedente, lasciando inizialmente in panchina Barella, scelta pensata per favorire il palleggio di Fagioli e gli inserimenti di Frattesi. Barella, una volta entrato, ha comunque dato il proprio contributo senza creare problemi, mentre l’esordiente Vergara ha mostrato segnali incoraggianti.
La conclusione di Bocci è dunque ottimistica: l’Italia sta progressivamente diventando una squadra vera, con un’identità e una capacità di reagire alle difficoltà. Ora l’obiettivo immediato è la sfida contro la Turchia di Montella, nella quale gli azzurri possono consolidare il terzo posto nel girone, importante in vista delle qualificazioni a Euro 2028. Per il resto, secondo Bocci, sarà il campo a dire fin dove potrà arrivare questa Nazionale.
3 ottobre 2026





