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Arte e Cultura

Al Sud insegnanti di manica larga e il gap con il Nord sparisce

Eugenio Bruno e Claudio Tucci hanno pubblicato su Il Sole 24 Ore un articolo sugli esami di maturità dove il merito risulta un po` infiacchito, diciamo ”a metà”. Alla maturità i divari registrati dall’Invalsi all’improvviso scompaiono e il Mezzogiorno fa il pieno di lodi, voti alti e promozioni sul filo.

Scrivono Bruno e Tucci: ”C’è un paradosso che si ripete tutti gli anni e che neanche le ultime riforme dell’istruzione sono riuscite a evitare. Stiamo parlando dell’improvviso e vertiginoso miglioramento degli studenti del Sud negli ultimi mesi di scuola che, puntualmente, li porta a ottenere alla maturità risultati migliori dei loro colleghi del Nord. Ribaltando lo scenario delineato dai test Invalsi di primavera che, altrettanto ciclicamente, vedono il settentrione brillare nelle prove standardizzate di italiano, matematica e inglese e il Mezzogiorno arrancare”.

E proseguono: ”Il paradosso delle “lodi” concentrate per oltre il 60% da Roma in giù ormai è noto. Sul Sole 24 ore lo segnaliamo da anni e anche il ministero sembra essersene accorto. Come dimostra la scelta di fare circolare la settimana scorsa le stime territoriali dell’Invalsi sulla dispersione implicita insieme agli esiti degli scrutini. Dai quali è emerso che, anche nel 2026, la fetta più ampia dei 14.123 diplomati cum laude si è registrata in Campania (3.018) davanti alla Puglia (2.104) e alla Sicilia (1.928). Ma il fenomeno è in realtà più ampio e riguarda sia le fasce alte che quelle basse dei voti di diploma. Nel solco di una “manica larga”generalizzata degli insegnanti nelle scuole meridionali”.

Per concludere: ”Tre mesi dopo, al momento della maturità, il quadro si ribalta. In Calabria il plotone con voti alti (il 33,1%) supera di sei volte quella degli “eccellenti” Invalsi, in Campania e Sicilia quasi di quattro e in Puglia di tre volte. Lo stesso rapporto al settentrione s’inverte. Come testimoniano le performances incrociate delle “big” Veneto (14,9% di punteggi elevati e 20,6 di eccellenze) e Lombardia (12,7 e 20,3%) o della piccola Valle d’Aosta (10,5 e 17,6%). Con il Piemonte, la Liguria e l’Emilia Romagna e il Trentino -Alto Adige che vedono questi due mondi quasi coincidere o divergere al massimo di un paio di punti percentuali”.

1. Il paradosso tra Test Invalsi e Esami di Maturità

L’articolo mette in luce un contrasto ricorrente nella scuola italiana:

  • Primavera (Test Invalsi): i test standardizzati nazionali di italiano, matematica e inglese mostrano eccellenti prestazioni nelle regioni del Nord e forti ritardi o gap strutturali nel Mezzogiorno.
  • Estate (Maturità e scrutini): al momento dell’esame di Stato e delle promozioni, il quadro si ribalta completamente. Gli studenti del Sud ottengono una quota sproporzionata di voti alti, lodi e promozioni.

2. Promozioni facili e la sproporzione delle “Lodi”

  • Scrutini intermedi: nelle classi I-IV delle superiori, il Sud registra un tasso di promossi superiore all’80% (contro la media nazionale del 77%), bocciature sotto il 5% e una presenza nettamente inferiore di studenti con “debiti scolastici” (10-11% contro il 17,7% nazionale).
  • Lodi e voti alti alla maturità: oltre il 60% delle lodi si concentra da Roma in giù. Nel 2026, la Campania guida la classifica dei diplomati cum laude (3.018), seguita da Puglia (2.104) e Sicilia (1.928).
  • Confronto “Eccellenti Invalsi” vs “Voti Alti alla Maturità”:
    • In Calabria, la percentuale di diplomati con voto superiore a 90 (33,1%) è pari a sei volte la quota degli studenti risultati “eccellenti” ai test Invalsi (5,6%).
    • In Campania e Sicilia, i voti alti sono circa quattro volte superiori agli eccellenti Invalsi; in Puglia tre volte.
    • Al contrario, al Nord (es. Veneto e Lombardia), la percentuale di studenti eccellenti all’Invalsi supera quella dei voti alti ottenuti al diploma.

3. Il nodo della “dispersione implicita” e i voti minimi

Anche nell’analisi delle fasce di voto più basse emerge un’anomalia. Gli studenti con “dispersione implicita” (cioè coloro che terminano il ciclo scolastico senza le competenze minime) al Nord vengono respinti o diplomati con il voto minimo (60/100). Nel Mezzogiorno (soprattutto in Campania), i voti minimi sono pochissimi (2,6%), suggerendo che molti studenti con carenze formative riescano comunque a ottenere punteggi finali più generosi per distanziarli dalla sufficienza tirata.

4. Le prospettive e i leggeri segnali di miglioramento

Livello micro (Studenti): dal 2026 i diplomati possono accedere ai propri risultati Invalsi tramite il Curriculum dello studente, potendo così individuare e colmare i propri gap formativi prima di accedere all’università o agli ITS.

Livello macro (Sistema): permane il problema di una valutazione interna degli insegnanti troppo distante da quella terza e oggettiva dell’Invalsi. Tuttavia, il differenziale complessivo tra voti di diploma e test Invalsi si è ridotto (da 8,7 punti nel 2025 a 7 punti nel 2026), mostrando un leggero trend di miglioramento (con le eccezioni di Calabria e Campania, dove la forbice resta ampia).

14 agosto 2026