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Editoriali

La Rai non ferma Report: va in onda TeleLavitola

Pietro Senaldi ha pubblicato su Libero un editoriale nel quale scrive della confusa situazione che sta vivendo la Rai. Viene contestata la decisione della Rai di trasmettere le repliche estive di Report (Rai 3), sostenendo che la sovrapposizione con i recenti sviluppi giudiziari stia gravemente danneggiando la credibilità della televisione pubblica, che l’autore ribattezza ironicamente “TeleLavitola”.

Sostiene Senaldi: ”Purtroppo domenica non riproporrà questo servizio, esilarante alla luce dei recenti sviluppi e che trasformerebbe la trasmissione giornalistica di punta della Rai di denuncia al sistema nella parodia del Bagaglino un varietà comico, tutto nani, ballerine, politicanti, finte spie e giornalistuccoli. Ai suoi affezionati fan sempre a caccia del lato oscuro del centrodestra, l’eroe nibecorto Sigfrido proporrà servizi sul Ponte Morandi, sul Covid, ma stando attento a non toccare l’argomento della Commissione Parlamentare che sta imbarazzando Giuseppe Conte, sull’alluvione in Emilia Romagna e sui pannelli solari. Per restare alla stretta attualità, ci sarà anche l’ennesima tesi complottarda sulla strage di Ustica”.

E prosegue: ”Un peso avrà anche lo sviluppo delle indiscrezioni sulle velleità politiche del giornalista, che tra due anni andrà in pensione ma, visto l’enorme cumulo di ferie arretrate, potrebbe finire a riposo già dopo la prossima stagione televisiva, che si concluderà pochi mesi prima della scadenza naturale della legislatura. Può andare in onda un segugio della notizia che ha l’estorsore e truffatore Lavitola come spin doctor, amico e fonte. Già, perché le ultime ricostruzioni dicono che Ranucci, un po’ per celia, forse per liberarsene, oppure sognando a occhi aperti, avrebbe suggerito all’amico Valter quali domande porre agli elettori nei test che saggiavano la sua consistenza da aspirante leader della sinistra”.

I punti chiave dell’editoriale sono:

  • Il legame tra Ranucci e Lavitola: al centro della critica c’è l’inchiesta sulla bomba piazzata sotto casa del conduttore Sigfrido Ranucci. Il presunto mandante dell’attentato sarebbe Valter Lavitola, personaggio che lo stesso Ranucci ha definito un suo «grande amico nonché fonte». Senaldi insinua il sospetto che le tesi complottiste avanzate in passato da Report su questa vicenda (che tiravano in ballo un parlamentare di Fratelli d’Italia) potessero essere in realtà depistaggi suggeriti a Ranucci da Lavitola stesso.
  • Il crollo della credibilità giornalistica: secondo l’autore, la scoperta che un pregiudicato come Lavitola agisse da fonte e “spin doctor” del programma autorizza i telespettatori a dubitare di tutte le inchieste passate, spesso accusate dal giornalista di reggersi su illazioni e montaggi ad arte. Viene inoltre menzionata l’interrogazione parlamentare di Fratelli d’Italia volta a fare luce sulle indiscrezioni secondo cui Lavitola venisse usato come intermediario per commissionare attacchi televisivi o, viceversa, per schivare le inchieste di Report.
  • La richiesta di sospensione del programma: Senaldi si chiede se sia opportuno esporre il marchio della Rai al “pubblico ludibrio”. Propone quindi una sospensione cautelativa delle repliche estive, suggerendo provocatoriamente di sostituirle con i cartoni animati; trattandosi di materiale già edito, la scelta non potrebbe essere criticata come censura. Secondo l’articolo, anche i vertici di Viale Mazzini starebbero valutando questa opzione per tutelare l’immagine dell’azienda.
  • Le velleità politiche di Ranucci: l’editoriale si conclude facendo riferimento alle voci sul futuro di Ranucci, prossimo al pensionamento, e ai sondaggi che Lavitola avrebbe commissionato per testare la sua consistenza come potenziale leader politico della sinistra.

In sintesi, Senaldi ritiene che, per salvare la reputazione della Rai, la dirigenza dovrebbe fermare la trasmissione guidata da Ranucci finché l’inchiesta giudiziaria non avrà fatto piena luce sui rapporti tra il conduttore e la sua controversa fonte.

10 luglio 2026