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Politica

Legge elettorale, 770 emendamenti. La «battaglia» del Campo largo

Adriana Logroscino ha pubblicato un articolo sul Corriere della Sera nel quale descrive l’avvio dello scontro parlamentare sulla nuova legge elettorale proposta dal centrodestra. Alla scadenza dei termini sono stati presentati 770 emendamenti, quasi tutti dalle opposizioni; ben 326 sono emendamenti soppressivi firmati congiuntamente dai gruppi di minoranza. La maggioranza ha invece depositato solo 4 correzioni tecniche, pensate per ridurre possibili rischi di incostituzionalità emersi durante le audizioni.

Scrive Logroscino: «Pd, M5S, Avs, +Europa e Italia viva fanno muro contro l’impianto della proposta di legge del centrodestra. Al termine di un vertice a quattro, tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, sono però solo i leader di Pd, M5S e Avs a sintetizzare la posizione firmando una nota comune: «La destra, divisa, prova a forzare la mano perché teme di perdere le prossime elezioni politiche. È il tentativo di riscrivere le regole del gioco, introducendo meccanismi che allontanano i cittadini dalla scelta dei propri rappresentanti e concentrano ancora più potere nelle mani dei leader di partito. Con gli emendamenti comuni ci impegniamo in una battaglia comune contro la deriva di una destra che pensa solo alle proprie poltrone. Ormai il governo Meloni pensa soltanto a garantire sé stesso». L’assenza dei dirigenti di +Europa e, soprattutto Iv, in questo documento pare sia dovuto alla posizione sulle preferenze: i renziani avrebbero voluto inserire il tema nella nota, gli altri partiti sono divisi o incerti. Anche se il Pd assicura che voterà «tutte le proposte volte a superare le liste bloccate».

Sul fronte politico, le opposizioni cercano una linea comune contro la riforma. Dopo un vertice tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, Pd, M5S e Avs hanno diffuso una nota comune accusando il governo di voler modificare le regole elettorali per rafforzare il proprio potere e limitare la scelta degli elettori.

Tuttavia, emergono anche divisioni nel cosiddetto “Campo largo”. Il punto più controverso riguarda il ritorno delle preferenze: Matteo Renzi e Italia Viva avrebbero voluto inserire il tema nella posizione comune, mentre gli altri partiti restano incerti. Il Pd si dichiara comunque favorevole a tutte le proposte che superino le liste bloccate.

Tra gli emendamenti delle opposizioni figurano proposte per modificare il meccanismo di assegnazione dei seggi del premio di maggioranza e per aumentare fino al 50% la presenza femminile nelle liste. Non compare però, salvo alcune eccezioni, una proposta condivisa sul ritorno delle preferenze. Azione è l’unico partito ad aver formalmente chiesto il ritorno al sistema proporzionale puro.

L’iter parlamentare sarà rapido: la Commissione Affari costituzionali esaminerà gli emendamenti fino al 25 giugno, con l’obiettivo di portare il testo in Aula entro fine mese e approvarlo alla Camera entro luglio. Anche il calendario è motivo di scontro, perché le opposizioni accusano la maggioranza di voler accelerare eccessivamente il confronto.

Le posizioni finali restano molto distanti: Renzi giudica la legge imperfetta ma apprezza il fatto che possa garantire governabilità a chi vince le elezioni; +Europa la respinge invece in modo netto. Infine, Enzo Maraio sostiene che il gran numero di emendamenti dimostri confusione e rilancia la richiesta di reintrodurre le preferenze per rafforzare il legame tra cittadini e istituzioni.

In una frase: l’articolo racconta una dura battaglia politica sulla nuova legge elettorale, con un fronte di opposizione ampio ma non completamente compatto, soprattutto sul tema delle preferenze, mentre la maggioranza punta ad approvare rapidamente la riforma.

12 giugno 2026