Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Arte e Cultura

L’elogio dell’ozio. 4

    Possiamo immaginare l’Esperto-di-Cose-del-Mondo che si avvicina a un ragazzo di questo genere, e la conversazione che seguirebbe:

“Ebbene, ragazzo, che cosa fai qui?”

“In verità, signore, me la godo.”

 “Non dovresti essere in classe, a studiare i tuoi libri, per apprendere la Conoscenza?” “Si, ma col vostro permesso, anche così io sto imparando.”

“Imparando, dice! E che cosa per favore? Forse matematica?”

“No, certo.”

“La metafisica, per caso?”

“Neppure.”

“Una lingua?”

“No, non è una lingua.”

“Un mestiere?”

“No, nemmeno un mestiere.”

“E che cosa, allora? “

“In verità, signore, potrà giungere presto per me il tempo di fare un Pellegrinaggio, perciò desidero osservare ciò che fanno le persone in questo caso e dove si trovano i peggiori Pantani e i Roveti, e quale sia il Bastone più utile. Inoltre me ne sto qui, accanto a questo ruscello, ad assimilare profondamente una lezione che il mio maestro mi insegna a chiamare Pace o Appagamento.”

* * *

     Al che l’Esperto-di-Cose- del-Mondo si infuria e agitando il bastone con aria minacciosa prorompe:

“Imparare, dice! Questi furfanti dovrebbero essere frustati dal boia! “

E così se ne andrebbe per la sua strada, sgualcendo il colletto con un crepitio d’amido, come un tacchino che fa la ruota.

     Ora, questa dell’ Esperto, è l’opinione comune. Un fatto non si chiama fatto ma pettegolezzo, se non rientra in una delle categorie scolastiche. Una ricerca deve essere indirizzata a uno scopo riconosciuto e con un nome definito; altrimenti non stai svolgendo una ricerca ma soltanto perdendo tempo, e l’asilo dei poveri è fin troppo per te. Si pensa che tutta la scienza sia in fondo a un pozzo o in cima a un telescopio. Sainte-Beuve, invecchiando, giunse a considerare tutta l’esperienza come un unico grande libro, nel quale studiare per qualche anno, prima di andarcene di qui. Gli sembrava la stessa cosa leggere il capitolo XX, che è il calcolo differenziale, o il capitolo XXXIX, che è ascoltare la banda nei giardini pubblici. In realtà una persona intelligente, che guarda con i suoi occhi e ascolta con le sue orecchie, con il sorriso sempre sul volto, imparerà molte più verità che tanti altri da una vita di eroiche veglie notturne. Certamente esiste una conoscenza, gelida e arida, sulle vette del sapere convenzionale e laborioso; ma è intorno a te, basta guardare, che scoprirai i caldi e palpitanti fatti della vita. Mentre altri si riempiono la memoria di una quantità di parole inutili, che dimenticheranno prima di una settimana, l’ozioso può imparare qualche cosa di veramente utile: suonare il violino, riconoscere un buon sigaro, parlare con garbo e naturalezza a tutti i tipi di uomini.

20 aprile 2026

4 Continua