“… cominciai a scrivere queste pagine con uno scopo ben definito: dovevo essere l’Advocatus, non, spero, del Diavolo, ma della Gioventù. Volevo sostenere, con moderazione, le opinioni dei giovani opposte a quelle degli adulti; esplorare tutto il campo in cui si fronteggiano, e infine produrre un volumetto di particolari prove a difesa che potrei intitolare, senza timore di sbagliare, vita a venticinque anni”.
Di questi tempi ognuno di noi è obbligato, sotto pena di una condanna in contumacia per lesa rispettabilità, a dedicarsi a qualche professione remunerativa; e a dedicarcisi con un atteggiamento quasi simile all’entusiasmo. Una voce del partito opposto, di coloro che si accontentano del necessario e preferiscono guardarsi in giro e spassarsela, sa un po’ di provocazione e di guasconata. Eppure non dovrebbe essere così. Il cosiddetto ozio – che non è affatto il non fare nulla, ma piuttosto il fare una quantità di cose non riconosciute dai dogmatici regolamenti della classe dominante – ha lo stesso diritto dell’operosità di sostenere la propria posizione.
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E’ assodato che l’esistenza di gente che si rifiuta di partecipare alla grande corsa a handicap per qualche monetina, rappresenta un insulto e un disinganno per chi invece vi partecipa. Un bravo ragazzo, come se ne vedono tanti, prende la sua decisione, opta per le monetine e, come dicono enfaticamente in America, ci si butta. Non è difficile comprendere il suo risentimento se, mentre procede faticosamente per la sua strada, scorge delle persone sdraiate al fresco sui prati intorno, con un fazzoletto in testa ed un bicchiere a portata di mano.
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Alessandro fu toccato in un punto molto sensibile dall’indifferenza di Diogene. Dov’era la gloria di aver conquistato Roma per quei barbari tumultuanti che si precipitarono nel Senato, e vi trovarono i Padri seduti impassibili e incuranti del loro successo? E’ doloroso aver faticato tanto, aver scalato le cime più impervie, e al termine dell’impresa scoprire che l’umanità non prova alcun interesse per le tue gesta. Ecco perché i fisici condannano tutto ciò che non riguarda la fisica, i finanzieri tollerano a stento chi sa poco di titoli e bilanci, i letterati disprezzano gli illetterati, e tutti coloro che hanno una professione si alleano nello svilire chi non ne ha una.
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Questa è una delle difficoltà dell’argomento, ma non la peggiore. Non puoi essere messo in galera per aver parlato contro l’operosità, ma potresti essere messo in manicomio, per aver parlato come un pazzo. La maggior difficoltà, nella maggioranza delle dissertazioni, è nello svolgimento; perciò ricordate che questa è una apologia. Certamente molto si può dire, e con ragione, in favore della solerzia. Soltanto, c’è anche qualche cosa da dire contro di essa; e questo è proprio ciò che, in questa occasione, io voglio dire. Sostenere un argomento non significa necessariamente essere sordo a tutti gli altri. Che un uomo abbia scritto un libro di viaggi in Montenegro non significa che non debba mai essere stato a Richmond.
18 aprile 2026
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