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Esteri

La super Maga di Trump nel mirino

Simona Siri ha pubblicato per La Stampa un articolo riguardante la posizione di Kristi Noem e le tensioni interne all’amministrazione Trump con le incredibili bugie di tutto lo staff presidenziale.

Scrive la Siri: ”Erano passate solo poche ore dalla sua morte che Noem era davanti alle telecamere a raccontare la versione del governo: l’uomo si era avvicinato agli agenti «brandendo un’arma», aveva «reagito violentemente», è un «terrorista interno». Una narrazione smentita poi dalle immagini dell’incidente, ma ripetuta senza tentennamenti anche nei giorni successivi sia da Noem che da altri funzionari tra i quali Greg Bovino, il comandante del Border Patrol che su volere del presidente ieri ha lasciato Minneapolis. Se non un licenziamento, sicuramente un abbassamento di ruolo e rango con un significato forte: preoccupata dalla reazione quasi unanime alla morte di Pretti – e prima di lui a quella di Renee Good, uccisa sempre dall’Ice il 7 gennaio – e dai sondaggi in calo, la Casa Bianca ha deciso di cambiare tono rispetto all’operato degli agenti anti immigrazione nella città del Minnesota”.

Il caso Noem e le tensioni a Minneapolis. Kristi Noem, figura chiave della linea dura sull’immigrazione, è al centro di una bufera politica dopo l’uccisione di Alex Pretti, un infermiere di 37 anni, da parte di agenti dell’ICE a Minneapolis. Noem aveva inizialmente descritto l’uomo come un “terrorista interno” armato, versione poi smentita dai filmati dell’incidente. Nonostante le critiche e le smentite, Donald Trump ha pubblicamente confermato la fiducia in lei, pur avviando una “de-escalation” tattica.

Cambiamenti ai vertici e lotte di potere. Per placare le polemiche e i sondaggi in calo, la Casa Bianca ha rimosso Greg Bovino dal comando del Border Patrol a Minneapolis, sostituendolo con Tom Homan, considerato più moderato e favorevole ad arresti mirati rispetto alla linea delle “deportazioni di massa” sostenuta dal gruppo di Noem, Miller e Lewandowski. Trump ha cercato di usare toni più concilianti con le autorità locali, pur continuando a definire i manifestanti come “insurrezionalisti pagati”.

L’offensiva dei democratici .L’opposizione democratica sta preparando un’indagine formale su Noem che potrebbe portare all’impeachment. Esponenti come John Fetterman ed Elizabeth Warren ne chiedono le dimissioni immediate, accusandola di aver tradito la missione del dipartimento. I Democratici minacciano inoltre di bloccare i finanziamenti al Dipartimento per la Sicurezza Interna se non verranno introdotte riforme rigorose sull’operato dell’ICE (come il divieto di usare maschere e l’avvio di indagini indipendenti).

La reazione del mondo business. Anche i leader delle grandi aziende (Target, Anthropic) hanno espresso forte preoccupazione per le violenze. Significativa la posizione di Sam Altman (OpenAI), che pur lodando Trump come leader, ha ammesso che l’azione dell’ICE a Minneapolis ha superato il limite, distinguendo tra l’espulsione di criminali e le operazioni indiscriminate attualmente in corso.

Sviluppi legali. Sul fronte giudiziario, un giudice federale ha temporaneamente bloccato la deportazione di un bambino di 5 anni, Liam Conejo Ramos, e di suo padre, fermati durante le operazioni in Minnesota e attualmente detenuti in Texas.

28 gennaio 2026