Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Esteri

Trump minaccia nuovi dazi al 100% Il muro di Bruxelles: risponderemo

Francesca Basso ha pubblicato un articolo sul Corriere della Sera nel quale afferma che il leader americano minaccia ancora gli europei, qualora la von der Leyen , ossia la Ue, dovesse imporre tariffe su servizi digitali Usa, la ritorsione sarebbe immediata con l’applicazione di dazi del 100 per cento sui prodotti Ue. Della serie a volta ritornano. Ed ecco che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato all’attacco degli alleati europei ma questa volta gli strali non sono partiti per il mancato sostegno nella guerra contro l’Iran. Trump ha minacciato dazi al 100% su tutte le merci importate da qualsiasi Paese europeo che introduca una tassa sui servizi digitali applicata alle aziende Usa. La risposta della Commissione europea è arrivata rapida e dura: «L’UE e i suoi Stati membri hanno il diritto sovrano di regolamentare le attività economiche sul proprio territorio, in linea con i nostri valori democratici e con gli impegni internazionali», ha commentato un portavoce.

Ha scritto Basso: ”La Casa Bianca ha precisato che «questo dazio si sostituirà agli accordi commerciali in vigore con quel Paese, indipendentemente dal loro stato di attuazione o firma. Il dazio del 100% sarà imposto immediatamente, nel caso in cui procedano».

E continua: ”Alcuni Stati membri starebbero però spingendo per l’introduzione di una tassa sui servizi digitali a livello Ue. Secondo alcuni Paesi potrebbe contribuire a finanziare il prossimo bilancio Ue 2028-2034. Di recente il segretario generale dell’Ocse, Mathias Cormann, in un’intervista al Financial Times, ha esortato i governi a coordinare la tassazione delle Big Tech”.

«Numerosi Paesi europei stanno discutendo l’imminente introduzione di una Digital Services Tax sulle aziende americane», ha scritto Trump sul suo social Truth. «Alcuni di questi Paesi sono vicini a farlo davvero. Questo messaggio vale come avvertimento: qualsiasi Paese che imponga tale tassa sarà immediatamente colpito da un dazio del 100% su tutti i beni esportati verso gli Stati Uniti». Il presidente ha quindi precisato che «questo dazio si sostituirà agli accordi commerciali in vigore con quel Paese, indipendentemente dal loro stato di attuazione o firma. Il dazio del 100% sarà imposto immediatamente, nel caso in cui procedano». Il Consiglio Ue ha approvato due giorni fa in via definitiva l’accordo del luglio scorso con il quale Washington impone dazi del 15% sulle esportazioni europee verso gli Usa e che secondo Trump non avrebbe più valore qualora fosse introdotta una digital service tax.

La Commissione ha detto che «misure unilaterali» che prendano di mira le politiche legittime dell’ue sono «ingiustificate» e qualora venissero adottate, «l’ue risponderà in modo rapido e deciso per difendere i propri diritti e la propria autonomia normativa». Il portavoce dell’esecutivo comunitario ha anche sottolineato che «eventuali imposte sono, per definizione, non discriminatorie e si applicano in egual misura a tutte le grandi imprese, indipendentemente dalla loro origine». La Commissione ha quindi ricordato che l’unione europea ha «costantemente» sostenuto una soluzione globale per una «tassazione equa dell’economia digitale», in linea con le conclusioni dei ministri delle Finanze del G7 e resta il «percorso preferito» . L’UE è «pronta» a impegnarsi «in modo costruttivo».

Tra i Paesi Ue, Francia, Spagna, Italia, Austria, Danimarca, Ungheria, Polonia e Portogallo hanno già una digital service tax. Belgio, Repubblica Ceca, Lettonia, Slovacchia, Slovenia e Norvegia hanno annunciato l’intenzione di introdurla. In Italia, dove la tassa è in vigore dal 2020, l’aliquota è del 3% come in Francia, Belgio, Spagna e Lettonia. In Danimarca è del 2%. In Portogallo del 4%. In Austria del 5%. In Ungheria del 7,5%. Alcuni Stati membri starebbero però spingendo per l’introduzione di una tassa sui servizi digitali a livello Ue. Secondo alcuni Paesi potrebbe contribuire a finanziare il prossimo bilancio Ue 2028-2034. Di recente il segretario generale dell’ocse, Mathias Cormann, in un’intervista al Financial Times, ha esortato i governi a coordinare la tassazione delle Big Tech.

Article Name:Trump minaccia nuovi dazi al 100% Il muro di Bruxelles: risponderemo

Publication:Corriere della Sera

Section:Primo Piano | La guerra in Europa

Author:DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE Francesca Basso

Start Page:11

End Page:11

Ecco la sintesi dell’articolo di Francesca Basso pubblicato sul Corriere della Sera:

  • La minaccia di Trump: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito tramite il social Truth che imporrà immediatamente dazi al 100% su tutte le merci importate da qualsiasi Paese europeo che introduca una Digital Services Tax (tassa sui servizi digitali) applicata alle aziende statunitensi. Questa misura, secondo Trump, sostituirebbe e annullerebbe qualsiasi accordo commerciale in vigore, compreso il recente accordo definitivo approvato dal Consiglio UE che prevede dazi Usa al 15% sulle esportazioni europee.
  • La risposta dell’Unione Europea: la Commissione europea ha reagito duramente, rivendicando il «diritto sovrano» dell’UE e dei suoi Stati membri di regolamentare le attività economiche sul proprio territorio in modo non discriminatorio per tutte le grandi imprese, indipendentemente dalla loro origine. Bruxelles ha definito «ingiustificate» le eventuali misure unilaterali degli USA e ha promesso una risposta rapida e decisa per difendere la propria autonomia normativa, ribadendo di preferire una soluzione globale e coordinata in sede G7 per una tassazione equa dell’economia digitale.
  • La situazione in Europa: attualmente, diversi Paesi europei (tra cui Italia, Francia, Spagna e Austria) hanno già introdotto una tassa sui servizi digitali con aliquote che variano dal 2% al 7,5% (in Italia è al 3% dal 2020). Altri Stati hanno annunciato l’intenzione di implementarla e c’è una spinta interna per creare una tassa digitale a livello comunitario, utile anche a finanziare il prossimo bilancio UE 2028-2034. Nel frattempo, anche l’OCSE ha esortato i governi a coordinare la tassazione delle Big Tech.