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Editoriali

L’Europa faccia capire che fa sul serio: Kiev ha bisogno di missili a lungo raggio

La guerra in Ucraina continua e l’Europa deve abbandonare le speranze di una pace imminente per adottare un approccio più concreto e risoluto. Questo è il punto centrale dell’editoriale di Bill Emmot pubblicato su La Stampa, intitolato ”L’Europa faccia capire che fa sul serio, Kiev ha bisogno di missili a lungo raggio”.

Secondo Emmot, l’attacco russo a Kiev dimostra che la pace è lontana, e il comportamento di Donald Trump, che sanziona l’India invece di Putin e minaccia l’Europa con nuovi dazi, evidenzia la mancanza di un serio impegno americano. Nonostante i buoni propositi, come le garanzie di sicurezza europee per l’Ucraina, l’editorialista sostiene che la discussione su queste garanzie sia ormai superflua, una distrazione dal “campo del reale” di cui ha parlato la premier Giorgia Meloni.


La necessità di un approccio concreto

Emmot sottolinea che l’Europa, per essere credibile e per mostrare a Putin che il tempo non è dalla sua parte, deve agire con pragmatismo. L’esigenza più urgente per l’Ucraina, come dimostrato dai recenti attacchi missilistici, è un miglioramento delle difese aeree e, soprattutto, la fornitura di missili a lunga gittata per bilanciare la capacità russa di colpire in profondità. La cooperazione europea è fondamentale per supportare una campagna aerea ucraina sostenuta, che non si limiti a sporadici attacchi.


Misure finanziarie e commerciali

Per dimostrare la propria risolutezza, l’Europa ha a disposizione strumenti concreti:

  • Asset russi congelati: l’autore suggerisce di confiscare i 200 miliardi di dollari della Banca centrale russa, congelati in Europa, e destinarli all’Ucraina. Opporsi a questa misura in nome del diritto internazionale, come fanno alcuni Paesi (inclusa l’Italia), è per Emmot incomprensibile, dato che si tratterebbe di proteggere le risorse di un “criminale di guerra”.
  • Relazioni con gli USA: di fronte all’atteggiamento aggressivo di Trump, che usa il ricatto dei dazi per ostacolare l’applicazione delle leggi europee sulle grandi aziende tecnologiche, l’Europa deve mostrare la propria forza. La commissaria europea Teresa Ribera ha promesso di combattere questo “ricatto americano” anche a costo di stracciare gli accordi commerciali.

In sintesi, l’editoriale invita l’Europa a passare da un approccio diplomatico basato su promesse a un’azione concreta e decisa, sia nel supporto militare all’Ucraina che nella protezione dei propri interessi economici, per dimostrare la propria rilevanza geopolitica.

30 agosto 2025