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Esteri

Trump firma: dazi dal 7 agosto. Borse giù, in fumo 270 miliardi

Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone nuovi dazi, dal 10% al 50%, a diversi Paesi. L’entrata in vigore è stata spostata al 7 agosto, con una scadenza aggiuntiva per le merci che arrivano via nave fissata per il 5 ottobre. L’accordo con l’Europa prevede tariffe al 15%, mentre altri Paesi come Giappone e Corea hanno accordi quadro.

La maggior parte dei Paesi subisce un dazio del 10%, ma ci sono eccezioni. Brasile, Canada e Svizzera sono tra i più penalizzati. Il Brasile avrà dazi al 50% a causa della sua leadership “anti-americana” e del processo a Jair Bolsonaro. Il Canada, con un 35%, a causa del surplus commerciale, della scarsa cooperazione sul Fentanyl e del riconoscimento dello Stato palestinese. La Svizzera vede i suoi dazi salire al 39% a causa di accuse di furto. Paesi come il Myanmar, il Laos e la Siria hanno dazi molto alti, mentre per Cambogia, Thailandia, Vietnam, Malesia e Indonesia sono stati abbassati. Il Regno Unito è il Paese meno penalizzato.

L’articolo menziona anche una penalità del 40% per le merci trasbordate, ovvero prodotte in un Paese e riconfezionate in un altro per eludere i dazi.

Le Borse mondiali hanno reagito negativamente. I listini europei hanno bruciato 269 miliardi di dollari, con Milano che ha perso il 2,55%. Anche Wall Street ha aperto in rosso.

Inoltre, vengono citati dati negativi sul lavoro negli Stati Uniti, che mostrano un’indebolimento del mercato. A giugno sono stati creati solo 73.000 posti di lavoro, ben al di sotto delle previsioni. Trump ha reagito in modo furioso a questi dati, accusando una responsabile del Dipartimento del Lavoro, nominata da Biden, di aver diffuso cifre false e ha chiesto il suo licenziamento. Ha anche criticato Jerome Powell, definendolo “ostinatamente stupido” per non aver tagliato i tassi di interesse. La notizia delle dimissioni di Adriana Kugler dal Board della Fed apre a Trump la possibilità di influenzare la composizione della Federal Reserve.

2 agosto 2025