Non corrisponde al vero che i dazi commerciali imposti da Donald Trump abbiano influito positivamente sulla bilancia commerciale degli Stati Uniti che continua ad essere in disavanzo. Insomma, le fanfaronate del presidente americano si sono rivelate per quel che erano: una bolla di sapone. E che, conseguentemente, la situazione economica americana continua a non brillare. Queste le considerazioni.
I dati ufficiali confermano che nonostante le politiche dei dazi volute da Donald Trump, la bilancia commerciale degli Stati Uniti resta in *profondo rosso e non è stata affatto “risolta” dai dazi stessi.* Ecco i punti chiave:
1. Il deficit commerciale rimane molto elevato
Gli Stati Uniti hanno registrato un deficit commerciale di circa *56,8 miliardi di dollari a novembre 2025*, uno dei livelli più alti degli ultimi anni, con importazioni ben superiori alle esportazioni.
Nel corso del 2025 il saldo commerciale complessivo è stato molto negativo, con deficit vicino ai livelli record per l’intero anno.
2. I dazi non hanno eliminato il deficit
In alcuni mesi — come ad agosto 2025 — i dazi hanno contribuito a una temporanea riduzione del deficit import‑export, in particolare facendo scendere le importazioni in specifici periodi.
Tuttavia, questi risultati mensili o temporanei non cambiano il quadro generale: il deficit complessivo resta molto ampio e continua a crescere su base annua.
3. Perché i dazi non “aggiustano” la bilancia
I dazi possono spingere le aziende a comprare meno da certi Paesi, ma non eliminano automaticamente il deficit commerciale per diverse ragioni:
I dazi hanno portato a fluttuazioni mensili e temporanee riduzioni, ma non hanno risolto il problema strutturale della bilancia commerciale.
La bilancia commerciale statunitense è in rosso da decenni e i dazi da soli non possono invertire completamente questa tendenza.
In alcuni casi i dazi hanno anche aumentato i costi per consumatori e imprese, senza un effetto strutturale duraturo sul deficit.
– Gli Stati Uniti continuano a importare beni dall’estero (tecnologia, componenti, prodotti di consumo) anche da altri Paesi quando cambiano i dazi.
– Le catene globali del valore sono complesse: molte imprese americane dipendono da input produttivi esteri per la loro economia.
1 febbraio 2026
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