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Economia

Le misure: il bello, il brutto e il cattivo

Il prof. Carlo Cottarelli pubblica sul Corriere della Sera un editoriale in cui analizza la manovra del governo per il prossimo anno (descritta nel documento programmatico di bilancio – Dpb) ispirandosi al film di Sergio Leone, distinguendo tra “il bello”, “il brutto” e “il cattivo”.

ll bello

  1. Tenuta dei conti pubblici: la manovra non prende rischi, con un deficit previsto per il 2025 inferiore all’obiettivo (sotto il 3% del PIL secondo l’autore) e un’uscita anticipata dalla procedura di deficit eccessivo UE. Viene confermato il graduale calo del deficit fino al 2028.
  2. Utilizzo dei fondi: i 18 miliardi della manovra sono spesi per scopi validi:
    1. Sanità: 2,5 miliardi, portando il rapporto spesa sanitaria/PIL a livelli superiori a quelli pre-Covid.Investimenti: ritorno a forme di sostegno più simili a Industria 4.0 (abbandonando il criticato transizione 5.0).
    1. Famiglie e povertà: spese a sostegno di queste aree.
    1. Lavoro: taglio dell’IRPEF per redditi fino a 50.000 euro e detassazione degli aumenti salariali, misure positive per contrastare il calo dei salari reali dovuto all’inflazione.

Il brutto (aspetti critici ma difficili da evitare)

  1. Dimensione conti: la manovra è molto limitata quantitativamente (lo 0,8% del PIL nel 2026, la metà della media decennale). Questo rende le misure positive troppo piccole per avere un impatto significativo sull’economia.
  2. Pressione fiscale: il taglio dell’IRPEF è modesto e la pressione fiscale complessiva rimane al 42,8%, sui massimi degli ultimi dieci anni. Gli aumenti di entrate per le coperture, anche se ricadono inizialmente sul settore finanziario, sono pur sempre tasse che potrebbero essere traslate sui clienti.
  3. Necessità di accontentarsi: una manovra più ampia avrebbe richiesto una revisione della spesa, impossibile da realizzare in poche settimane e senza un mandato elettorale specifico. Per “fare le cose in grande”, gli italiani devono volerlo e decidere alle prossime elezioni.

Il cattivo (ciò che l’autore non avrebbe voluto)

  1. Quinta rottamazione delle cartelle: questa misura, ormai considerata certa, è un errore. Chi non paga le tasse spera in un prossimo condono o rottamazione. Viene considerata una beffa per i cittadini onesti che pagano regolarmente le imposte (come i lavoratori dipendenti con ritenuta alla fonte) nonostante le difficoltà economiche.
  2. Blocco dell’aumento dell’età pensionabile: la decisione di non adeguare l’età di pensionamento all’aspettativa di vita è negativa (pur comprendendola per i lavori usuranti). La spesa prevista (quasi 2 miliardi nel 2027) fa temere un’applicazione troppo estesa.

Conclusione: La manovra prende la “direzione giusta” per la tenuta dei conti e l’utilizzo dei fondi, ma il “passo è ancora troppo corto” per un impatto significativo, e commette un “errore” con la quinta rottamazione delle cartelle.

19 ottobre 2025