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Arte e Cultura

L’intelligenza della reticenza

Paolo di Stefano ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo nel quale sostiene che il presidente dell’Ucraina alla domanda di un giornalista «Lei crede di essere usato da Trump come capro espiatorio per il calo di popolarità?» non ha risposto e meglio di fronte a questa domanda pochi giorni fa il presidente Zelensky ha lasciato passare una decina di secondi e infine ha sorriso con un sorriso di esemplare misura, né poco né troppo. «Questa è la mia risposta».

Scrive di Stefano:”I commentatori hanno giustamente ricordato che il presidente ucraino è un attore esperto dei tempi e dei modi teatrali. In letteratura si chiama: reticenza, altrimenti detta aposiopesi o più semplicemente sospensione. Figura retorica utilizzata da chi dice senza dire e solo per lasciare intendere: si sopprime una parte del messaggio interrompendo il discorso per dare ancora più rilievo ed enfasi a ciò che viene taciuto. Il maestro della reticenza è Manzoni: «La sventurata rispose», nel X capitolo del romanzo, è l’esempio più geniale di sospensione. Lo «sciagurato» Egidio vede passare e ripassare Gertrude sotto la sua finestra, le rivolge la parola e lei risponde. Che cosa risponde?”.

E prosegue: ”Fatto sta che tra l’anonimo marinaio di Antonello e il leader ucraino si riscontra una certa somiglianza. Altra cosa è il ghigno gigionesco di Donald Trump, grottesco, storto o esplosivo, carnevalesco e rabelaisiano. A proposito di Trump, vide bene D’annunzio con largo anticipo, quando, in una tragedia intitolata La gloria, fece dire a un suo personaggio morente: «Ah, i miei occhi prima di chiudersi hanno dovuto rivedere quel ghigno ributtante, quella maschera mostruosa di ferocia e d’ingordigia». Che intelligenza, la letteratura!”.

Il fatto e la figura retorica: l’articolo prende spunto dalla recente risposta di Volodymyr Zelensky a un giornalista che gli chiedeva se si ritenesse usato come capro espiatorio da Donald Trump. Dopo un silenzio di una decina di secondi e un sorriso misurato, Zelensky ha replicato: «Questa è la mia risposta». Questo atteggiamento rappresenta la reticenza (o aposiopesi/sospensione), una figura retorica in cui si interrompe il discorso o si tace una parte del messaggio per dare ancora più forza a ciò che non viene detto esplicitamente.

I grandi esempi letterari e artistici: Il maestro indiscusso della reticenza in letteratura è Alessandro Manzoni, immortalato nella celebre frase del X capitolo dei Promessi Sposi: «La sventurata rispose» (riferito a Gertrude e Egidio), dove il contenuto della risposta è taciuto ma preludio a un abisso.

Il sorriso di Zelensky viene accostato, attraverso una citazione di Vincenzo Consolo, al celebre Ritratto d’ignoto marinaio di Antonello da Messina: un sorriso ironico e pudico che, nel caso del leader ucraino, unisce la pietà alla malizia e alla consapevolezza dei tradimenti del potere.

Il confronto con Trump: all’intelligenza misurata e reticente di Zelensky (e dell’arte) si contrappone il ghigno opposto, grottesco e istrionico di Donald Trump. Una figura che trova una straordinaria anticipazione letteraria nella tragedia La gloria di Gabriele D’Annunzio, dove si parla di una «maschera mostruosa di ferocia e d’ingordigia».

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Il fatto e la figura retorica: L’articolo prende spunto dalla recente risposta di Volodymyr Zelensky a un giornalista che gli chiedeva se si ritenesse usato come capro espiatorio da Donald Trump. Dopo un silenzio di una decina di secondi e un sorriso misurato, Zelensky ha replicato: «Questa è la mia risposta». Questo atteggiamento rappresenta la reticenza (o aposiopesi/sospensione), una figura retorica in cui si interrompe il discorso o si tace una parte del messaggio per dare ancora più forza a ciò che non viene detto esplicitamente.

I grandi esempi letterari e artistici: il maestro indiscusso della reticenza in letteratura è Alessandro Manzoni, immortalato nella celebre frase del X capitolo dei Promessi Sposi: «La sventurata rispose» (riferito a Gertrude e Egidio), dove il contenuto della risposta è taciuto ma preludio a un abisso.

Il sorriso di Zelensky viene accostato, attraverso una citazione di Vincenzo Consolo, al celebre Ritratto d’ignoto marinaio di Antonello da Messina: un sorriso ironico e pudico che, nel caso del leader ucraino, unisce la pietà alla malizia e alla consapevolezza dei tradimenti del potere.

Il confronto con Trump: All’intelligenza misurata e reticente di Zelensky (e dell’arte) si contrappone il ghigno opposto, grottesco e istrionico di Donald Trump. Una figura che trova una straordinaria anticipazione letteraria nella tragedia La gloria di Gabriele D’Annunzio, dove si parla di una «maschera mostruosa di ferocia e d’ingordigia».

20 ottobre 2026