La narrazione russofila sulla guerra in Ucraina

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La guerra in Ucraina e le parole-chiave dello zar

Nel Donbass soldati ucraini commettono atti di cannibalismo, denunciò alla Camera il 24 giugno 2014 la portavoce dei Cinque Stelle Marta Grande. Prova, «la foto di un soldato ucraino mentre tiene tra le mani sogghignando in modo ineffabile il braccio semi carbonizzato di una donna». In capo a poche ore, saltò fuori che era il fotogramma di un film di fantascienza di cinque anni prima (...) Come fa l'Ucraina a essere nazista se ha un presidente come Zelensky, che è ebreo? Suo nonno Semyon servì nell'Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale, e tre parenti morirono nell'Olocausto. Il commento di Maurizio Stefanini su Linkiesta.

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2023, i leader mondiali e gli errori finora commessi

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La Nato ringrazia Putin, era morta ma ora vive

Il 2023 sarà un anno travagliato e vedrà i leader di tutto il mondo costretti ad affrontare le conseguenze degli errori commessi (...) L'invasione dell'Ucraina è stata il più grande errore degli ultimi tempi e Vladimir Putin passerà la maggior parte del proprio mandato a cercare di gestire le conseguenze di questo fallimentare scivolone. (...) Cina, il crescente totalitarismo di Xi Jinping raggiungerà i limiti della sua efficacia, poiché la recessione del tutto inutile indotta dalla strategia Zero Covid mina la legittimità del governo del Partito Comunista. Con le proteste che si scontrano continuamente con la dura repressione della polizia (...) L'Africa rimane esposta agli shock dei prezzi delle materie prime, come è sempre stato, e alcuni paesi come lo Zambia e il Sud Africa rafforzeranno le proprie istituzioni democratiche, mentre altri, dal Sudan all'Uganda, viaggeranno nella direzione opposta. Il commento di Moisés Naím su LInkiesta.

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Chi gongola per la poca solidarietà di Xi a Putin

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Il matrimonio Cina-Russai non sa da fare!`Ma è`davvero così?

Al di là degli impegni ufficiali di una possibile visita in primavera del presidente Xi Jinping in Russia, la conversazione tra Vladimir Putin e il suo omologo cinese si è basata sulla guerra in Ucraina da un lato e sugli sviluppi geopolitici legati alle relazioni economiche dall’altro. Ma con una velata e silenziosa consapevolezza: l’appoggio totale di Pechino a Mosca non solo non c’è, ma si sta tramutando in attenta e ponderata analisi delle contingenze, sia perché la Cina ha da gestire il dossier Covid, sia perché non è detto che il 2023 inizi con il medesimo piglio nei confronti di Putin (si legga alla voce “guerra non più sostenibile”). Il commento di Paolo Falliro sul sito Formiche.

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