M5S all'incasso, rilancia il progetto eversivo

Luigi Di Maio passa subito all’incasso dopo la vittoria sua e di Rousseau sul referendum costituzionale: ha appena tagliato il numero dei parlamentari, punizione capitale della politica e dei suoi interpreti, ma adesso promette che arriveranno anche «strumenti» per non fare cambiare casacca ai deputati e ai senatori. «Non dico che dobbiamo cambiare la Costituzione sul vincolo di mandato», dice magnanimo Di Maio, ma il senso è che vadano comunque adottati «strumenti» che impediscano ai parlamentari di cambiare idea. Cioè vuole imporre il vincolo di obbedire al partito. Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

Non siamo su Scherzi a parte, il M5S propone la mordacchia ai parlamentari

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Referendum, la vittoria del M5S

Il Sì antipolitico ha stravinto il referendum costituzionale per la riduzione dei parlamentari anche se con un margine meno plebiscitario rispetto alle condizioni di partenza, grazie anche a una vivace campagna social del No e alla palese vergogna che provavano quelli del Sì ad argomentare un’iniziativa nata in ambienti eversivi per scatenare la rabbia e il risentimento verso i partiti. Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

La sconfitta del No, la battaglia antipopulista continua

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La crisi della maggioranza sotto gli occhi di tutti

Se il Pd perdesse la Toscana e la Puglia e i Cinquestelle non se li filasse più nessuno, come è probabile che accada nelle regioni dove si vota domenica, che ne sarà del governo Conte che in questi mesi è stato raccontato a ciglio umido come un argine democratico al salvinismo ma che invece ne è l'acceleratore? Il governo del Pd con i Cinquestelle, quando è nato, aveva un senso politico e civile molto preciso: fermare la presa dei pieni poteri di Salvini, evitare l'uscita dall'Europa e rimettere l'Italia sui binari corretti dell'Occidente libero e democratico. (...) Il segretario del Pd era salito al Colle ponendo tre semplici condizioni per far partire il governo Cinquestelle-Pd: no al bis di Conte, abolizione dei decreti sicurezza e no al taglio dei parlamentari. Non ne ha ottenuta nemmeno una, anzi Conte è diventato il fortissimo punto di riferimento di tutti i progressisti, o almeno di quelli di stanza al Nazareno, non è cambiato di una virgola il corso mozzorecchi e assistenzialista intrapreso da Di Maio e Salvini, anzi si è raggirato perché sono state mantenute le misure del Conte 1 come quota cento, decreti sicurezza, reddito di nullafacenza e sono state completate le leggi orrende sulle intercettazioni, sulla prescrizione fino al gran finale di questi giorni della mutilazione del Parlamento in ossequio al primario sentimento anti politico che, in teoria, il Pd avrebbe dovuto fermare.Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

L'alleanza strategica del Pd con il M5S? Un clamosroso flop per Zingaretti

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