La grande ascesa della Borsa indiana

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L'India sta sorpassando la Cina anche in economia

Ci sono delle motivazioni ben precise se la grande finanza occidentale, soprattutto quella che risponde al nome di Wall Street, guarda con sempre maggiore interesse alla città portuale con 26 milioni di abitanti e il più alto numero di miliardari in Asia. Primo, l’India cresce, come nessun altro grande Paese nel mondo, a ritmi vorticosi. Il Pil segna regolarmente un + 7-8 % all’anno, con il risultato che l’economia è ormai la quinta al mondo, al pari della Gran Bretagna. E il premier Modi promette di portarla ancora più in alto (...) C’è la consapevolezza che l’India dispone di punti di forza che attualmente mancano ad altre grandi economie emergenti. I clienti stranieri, ha detto un dirigente di banca indiano, “gravitano verso l’India perché sta mostrando una crescita affidabile, la sua valuta è stabile, sta mostrando disciplina fiscale”. E se l’India appare migliore agli occhi degli investitori globali, Cina e Russia appaiono ammaccate o quanto meno meno attraenti dell’India. Il miracoloso motore di crescita della Cina si è ormai inceppato, dopo tre decenni a tutto gas. Anche perché c’è il fattore sanzioni. Il commento di Gianluca Zapponini sul sito Formiche.

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Di pasti gratis si muore. Dove la politica ha sbagliato

De Romanis, gli errori di Meloni

Magari sedersi a tavola e gustare un buon pranzo fosse sempre gratis. Non lo è, quasi mai. E lo stesso vale per i miliardi di bonus piovuti sull’Italia in questi ultimi dieci anni, scanditi da crisi finanziaria, denaro a costo zero e poi improvvisamente non più, pandemia, crollo dei prezzi delle case, impennata dell’inflazione e due guerre a poche migliaia di chilometri dall’Europa. Tutto è cominciato con i famosi 80 euro del governo Renzi, poi è stata una spirale, fino al mostro, almeno secondo alcuni, del Superbonus, passando per il reddito di cittadinanza (...) Lo spread è sceso, ma rimane superiore a quello della Grecia o della Spagna. I mercati, molto semplicemente, si stanno fidando dell'Italia e forse nutrono anche molte speranze in un taglio dei tassi da parte della Bce. Ci guardano e ci credono, cioè credono a quanto scritto dal governo nella Nadef, ovvero passare, attraverso una riqualificazione della spesa, da un disavanzo primario dell'1,5% a un avanzo dell'1,6%. Ma le promesse vanno mantenute e se non si mantengono, lo sappiamo, i mercati reagiscono in maniera violenta. L'intervista, a cura di Gianluca Zaponini, della prof.ssa Veronica De Romanis su Formiche

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Fallisce il sogno del mattone cinese, crolla Evergrande

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Non bastava il Covid, la guerra in Ucraina, adesso il rischio Evergrande

Il fallimento di Evergrande è anche il fallimento di una certa politica industriale, di una visione del partito che voleva nel pompaggio forsennato di soldi nell’economia senza badare alla loro allocazione la chiave di volta della crescita cinese. Evergrande in questi anni ha investito centinaia di miliardi di yuan nel mattone, nella convinzione che uno scatto del mercato immobiliare trainasse la Cina fuori dalle secche. Peccato che lo stesso mercato ha risposto picche: le case costruite non sono state comprate, i prezzi sono crollati, il comparto è imploso e il gruppo ha cominciato a collassare (...) I cinesi, avendo poche altre opzioni affidabili per creare ricchezza, hanno investito i loro redditi e risparmi nel settore immobiliare. Come altri grandi sviluppatori privati, Country Garden ha continuato a prendere prestiti per ripagare i suoi stessi prestiti, operando sul presupposto che finché avesse continuato ad espandersi, avrebbe potuto continuare a ripagare il proprio debito. Ma i conti sono cresciuti così tanto che le autorità hanno iniziato a temere che il debito avrebbe minacciato il sistema finanziario nel suo complesso. Il commento di Gianluca Zapponini sul sito Formiche.

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