Il mondo immaginario che Putin vorrebbe

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La scommessa (perdente) di Putin

Putin è realmente ossessionato dal passato del suo Paese, dalla sua storia imperiale, dei trascorsi grande potenza mondiale. Nelle stanze del Cremlino ha fatto posizionare strategicamente le statue di Pietro il Grande e Caterina la Grande, cioè gli zar che conquistarono attraverso la guerra i territori che oggi delimitano lo Stato ucraino (...) A novembre 2016, appena fuori le porte del Cremlino, ha fatto piazzare una statua di Vladimir il Grande, il leader del principato di Kiev del X secolo. Il commento di Alessandro Cappelli su Linkiesta.

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Trump vittima di una persecuzione politico-giudiziaria?

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La battaglia di Trump per tornare in corsa per le presidenziali del 2024

«Trump non è vittima di persecuzioni politiche», ha scritto Graham sull’Atlantic. «Un principio fondamentale del diritto americano è che nessuno, nemmeno il presidente, tanto meno l’ex presidente, è al di sopra della legge e se commette crimini deve risponderne» (...) «Il procuratore generale Merrick Garland sembra finalmente poter perseguire Trump per il tentato colpo di Stato che lui e i suoi co-cospiratori hanno cercato di organizzare dopo aver perso le elezioni presidenziali del 2020: l'elenco delle accuse penali potrebbe includere cospirazione sediziosa, cospirazione per frodare gli Stati Uniti e ostruzione dei procedimenti ufficiali. Le scelte di Garland nei prossimi mesi avranno conseguenze importantissime, soprattutto perché dovrebbe ricordare a tutti che nessun presidente è al di sopra della legge». Il commento di Alessandro Cappelli su Linkiesta.

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La Russia sta deportando un gran numero di ucraini

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Putin vuole imitare Stalin

Le autorità di Mosca hanno interrogato, detenuto o espulso con la forza un gran numero di cittadini ucraini, si pensa tra i 900mila e gli 1,6 milioni. Tra loro ci sarebbero anche 260mila bambini. Persone estromesse dalle loro case e deportate in Russia, spesso in regioni isolate dell’Estremo Oriente (...) «Le decisioni del presidente Putin stanno separando famiglie, confiscando passaporti ucraini e rilasciando passaporti russi nell'apparente sforzo di cambiare la composizione demografica di parti dell'Ucraina». Ne scrive Alessandro Cappelli su Linkiesta.

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