Il codice della longevità sana

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IL CODICE DELLA LONGEVITÀ SANA è un libro che consiglierei di leggere a tutti  perché  lega la nostra salute e il nostro futuro al benessere del pianeta in cui viviamo e lo fa in modo chiaro, spiegando e a volte ripetendo concetti che, come lampi di luce ci recano utili saperi. L’autore, Camillo Ricordi, come scrive anche nella prefazione il prof. Riccardo Valentini, premio Nobel per la pace 2007, ci conduce “ in un viaggio nei misteri più affascinanti della scienza, ovvero il segreto della longevità”. Quello che ora sembra possibile e  che lo scienziato testimonia, con gli studi e le sperimentazioni attualmente esistenti,  è che l’avanzare dell’età non significa in maniera obbligata avere un numero di malattie che ci  impediscano di godere della bellezza della vita. Potremmo vivere fino a 155 anni e stare bene fino ad allora? Si tratta di un lavoro a tappe. Camillo Ricordi per farci comprendere il problema e le dinamiche di una possibile soluzione, ci cala dentro un film di fantascienza, indossando le vesti di un avatar, fino a trascinarci in un  immaginario anno 2112, distante novant’anni dalla pubblicazione del suo libro Codice della longevità sana. “Io sono Camillo Ricordi, ho 155 anni e posso continuare ad aiutare la popolazione sana di tutto il mondo, dato che con la sconfitta delle malattie non esistono più i pazienti. Da oggi posso ancora aiutare i Longevi”. Il prof. Ricordi ha fondato l’Associazione non profit The Cure Alliance e la Diabetes Research Institute Federation che promuovono le collaborazioni internazionali nelle ricerche per la cura. Ha sviluppato il metodo per separare le isole di Langerhans che contengono le cellule produttrici di insulina, dal  pancreas umano. Il Dr. Barry Sears, autore del bestseller “La Zona”, n.1 della classifica del “New York Times, dice di lui: “è stato un pioniere nella scienza e trent’anni fa ha rivoluzionato il trattamento del diabete di tipo 1”, quella malattia che colpisce di solito i bambini e gli adolescenti e che si differenzia dal diabete di tipo 2 che insorge in età adulta, ma che può anticipare la morte dei malati  anche di quasi vent’anni. Come scrive David A. Sinclair nel suo volume “Longevità”, che l’autore cita, diventiamo vecchi e sviluppiamo malattie perché le nostre cellule perdono le informazioni della giovinezza”. La perdita di informazioni da parte delle cellule per lo scienziato si potrebbe paragonare a un disco graffiato non più leggibile. L’esempio è calzante perché  egli  è  il figlio di Nanni Ricordi,  ossia appartiene ad una famiglia che dal lontano 1808 ha  lasciato il suo segno nel mondo della musica in Italia e nel mondo.Il libro è, a mio avviso, coinvolgente perché ci pone delle domande di cui vorremmo immediata risposta.  “Ma quali sono le cause che favoriscono l’invecchiamento di un organismo  e perché individui della stessa specie invecchiano diversamente”. Egli ci racconta e si chiede perché in Natura ci sono alberi millenari, balene che hanno più di duecento anni e meduse che sembrano immortali?  A questo proposito ci sono più spiegazioni che egli nomina nel volume. Al contrario, la pandemia del Covid-19 ha rivelato come le nostre aspettative di vita abbiano vari punti di fragilità.  Essa si è unita alle malattie autoimmuni di cui molti soffrivano e alle malattie virali con l’effetto della tempesta di Halloween, uno degli eventi atmosferici che ha colpito in maniera drammaticamente memorabile gli Stati Uniti d’America. La speranza diventa quella di prevenire lo svilupparsi di malattie autoimmuni. come possono essere ad esempio il diabete di tipo 1, la sclerosi multipla, la celiachia, la psoriasi, la tiroidite di Hashimoto e molte altre che generano delle infiammazioni croniche. Non tutte le infiammazioni sono uguali, quelle acute come una ferita o una frattura sono subito evidenti, altre sono silenziose e subdole e il loro sviluppo è legato  all’alimentazione e allo stile di vita. Non ci accorgiamo che stanno insorgendo processi degenerativi delle nostre cellule che possono provocare un invecchiamento precoce del nostro organismo. Ci sono persone che hanno  un’età cronologica di sessant’anni, ma una biologica di quaranta e, al contrario,  sessantenni che hanno un’età biologica di un ottantenne. Ci sono diete infiammatorie e non, e altri aspetti che vanno dall’attività motoria all’inquinamento che possono influire sull’insorgenza di malattie ed esiste, al contrario, la possibilità di vivere invece a lungo senza soffrirne.  Si conoscono i rivelatori di questo stato di infiammazione silente. La ricerca sembra correre in maniera più spedita di quanto poi venga recepito dai “signori della scienza”. La comprensione e l’accettazione, assieme alla sperimentazione spesso costosa di nuovi protocolli, ostacola quella che potrebbe essere una rivoluzione.   Egli cita a questo proposito, Copernico e Galilei che un tempo hanno avuto grandi difficoltà nell’affermare la teoria eliocentrica. Il volume del prof. Ricordi è ricco di saperi che diventano accessibili e portano anche molta speranza come quando precisa che il nostro DNA, ossia l’impronta genetica che ci identifica, è responsabile soltanto del 20% del nostro destino e della longevità sana. Questo significa  che se, anche  i nostri vicini o lontani  parenti sono mancati in giovane età, noi  potremmo vivere fino a cent’anni e un giorno, forse ancora molto di più, se sapremmo cambiare le nostre abitudini e se saranno confermati e maggiormente studiati alcuni saperi anche dalla scienza ufficiale. E tutto questo sarà possibile  nel rispetto della salvaguardia del nostro pianeta.  “Per produrre un Kg di carne rossa, ad esempio, è necessario, egli sostiene, consumare 15.000 litri d’acqua”. Dentro il testo  troviamo dunque anche un primo vademecum per orientarci fra gli alimenti.          

Patrizia Lazzarin, 14 settembre 2022                                    

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