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Editoriali

La guerra ibrida è già tra di noi

Danilo Taino ha pubblicato un editoriale sul Corriere della Sera nel quale scrive di rapporti in possesso delle cancellerie europee, di sabotaggi, azioni informatiche e provocazioni ai confini della Nato che mettono i brividi sulla nostra schiena. Gli attacchi ibridi sono ormai quotidiani. Ci vuole un po’ di coerenza. La risposta che i maggiori governi europei farebbero bene a dare alle continue aggressioni russe è dire la verità.

Scrive Taino: ”L’aumento degli attacchi ormai quasi quotidiani a qualche Paese del continente, chiaramente decisi a Mosca, ha prodotto un salto di qualità nelle azioni russe: non più leggere provocazioni ma vere e proprie incursioni. Gli analisti spiegano che Vladimir Putin sta intensificando l’attività per testare fino a che limite può agire prima che la Nato si senta colpita e reagisca. Non si può dunque escludere, anzi, che a quel limite arrivi. Comprensibilmente, i Paesi della Nato non hanno inteso finora cadere nel tranello russo, dare risposte sul campo che alzerebbero la tensione e potrebbero portare a un’escalation. Ma, prima che la scintilla incendi la prateria, è forse una buona idea far sapere a Putin che sta rischiando molto: diversamente, se noterà debolezza, continuerà ad aumentare le azioni aggressive fino a superare il limite”.

E prosegue: ”Significa che Putin sta preparando il terreno per invadere un Paese europeo della Nato? Per ora no: vuole vincere la guerra contro l’Europa con strumenti ibridi, senza truppe e carri armati sul terreno, anche vista la pessima performance dell’armata russa in Ucraina. Intensifica l’aggressione per mettere sotto pressione e in tensione l’unione europea, il Regno Unito e la Norvegia, fino a dividerli prima nell’appoggio a Kiev e poi a costringerli a un rapporto favorevole e sottomesso a Mosca. In questa strategia, le quinte colonne in Europa — partiti, movimenti, intellettuali, alcuni media — sono essenziali per il Cremlino. La crescita della filorussa AFD in Germania, la possibile vittoria di Marine Le Pen (non schierata con l’afd ma sensibile alle posizioni di Mosca) alle presidenziali francesi in aprile, le elezioni dell’anno prossimo in Spagna, Polonia, Italia, Grecia, Finlandia, Paesi baltici: Putin conta di mostrare appoggi tra gli elettorati e, allo stato delle discussioni, ha qualche buona chance di successo”.

La realtà della guerra ibrida

La guerra ibrida non è una guerra “minore” o un ridimensionamento del conflitto; è una forma di guerra a tutti gli effetti.

L’Europa e la NATO si trovano già in guerra, una guerra di aggressione scatenata e condotta da Vladimir Putin, anche se non formalmente dichiarata.

Strategia e tattiche di Mosca

Tra il 2025 e il 2026 le operazioni russe nella cosiddetta grey zone (zona grigia) si sono intensificate notevolmente: incursioni aeree (oltre 570 missioni di intercettazione nel 2026), sabotaggi (aeroporto di Lipsia, Paesi Baltici), attacchi informatici a reti elettriche e cavi sottomarini, disturbi al GPS, sventati tentativi di omicidio e campagne aggressive di disinformazione elettorale.

L’obiettivo attuale di Putin non è invadere un Paese NATO con carri armati, ma dividere e sottomottere i Paesi europei mediante strumenti ibridi e destabilizzazioni interne.

Il ruolo delle “quinte colonne” in Europa

Il Cremlino punta sull’appoggio di partiti, movimenti e intellettuali filorussi in Europa (es. la crescita di AfD in Germania e il peso di Marine Le Pen in Francia) e guarda con attenzione alle prossime tornate elettorali nei Paesi europei per erodere il sostegno a Kiev e indebolire la Difesa comune.

Il test dei limiti e la mancanza di fermezza

Putin intensifica le provocazioni per testare fino a che punto può spingersi prima di una reazione della NATO.

Mostrare debolezza o esitazione lo incoraggia a spingersi oltre; occorre invece fargli comprendere chiaramente i rischi delle sue azioni per fermarlo.

L’appello ai governi europei: dire la verità

La prima risposta fondamentale dei governi (in particolare di Paesi come Italia, Francia, Germania e Spagna) deve essere dire la verità alla propria opinione pubblica: chiarire che la Russia ha portato la guerra in Europa e che si tratta di una sfida esistenziale.

Invece di assecondare l’illusione che il conflitto in Ucraina sia lontano o secondario, le forze politiche responsabili devono spiegare che la difesa dell’Europa dalla guerra ibrida di Putin è l’emergenza prioritaria per garantire la tenuta democratica e la sicurezza collettiva.

21 settembre 2026