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Politica

Un voto per capire

Paolo Mieli ha publicato un editoriale sul Corriere dela Sera in cui sostiene che occorre guardare all’esito delle elezioni suppletive che si svolgeranno questo fine settimana a Reggio Calabria del 28 da considerarsi un vero e proprio test nazionale sulla consistenza politica di Roberto Vannacci.

Scrive Mieli: ”La sera di quel lunedì di fine settembre sapremo dunque se Vannacci, che ha in Calabria il candidato fortissimo di cui si è detto, può davvero contare sul seguito che i sondaggi gli attribuiscono. Sulla carta non ci sarebbe partita a vantaggio di Giannetta contro Roscioli che a Reggio è pressoché sconosciuto. Se Giannetta ottenesse un risultato clamoroso, il suo esperimento incoraggerebbe in tutta Italia gli esponenti più spregiudicati del centrodestra che temono di non essere rieletti a passare in autunno con Futuro nazionale. Con conseguenze facili da immaginare. Un trionfo per Vannacci. E un discredito altrettanto evidente su Occhiuto (nonché sui «suggerimenti» della famiglia Berlusconi)”.

E prosegue: ”Lo scontro tra i due candidati riconducibili a Forza Italia apre un’imprevista opportunità al centrosinistra. Ma anche qui c’è stato un imprevisto. Forte di un sostegno nella sinistra più movimentista, ai primi di agosto si è autocandidato Carmine Fotia, un ex giornalista politico del manifesto, settantenne, reggino, noto anche per le sue passate apparizioni televisive. Fotia è tutt’altro che un estremista, anzi negli anni del manifesto fu molto apprezzato dagli apparati del Pci e della Dc demitiana. Quest’estate ha ricevuto l’appoggio di consistenti settori della cosiddetta società civile e persino Giuseppe Conte che, pure, non sapeva chi fosse, ha avuto un moto di simpatia nei suoi confronti e ha chiesto ai compagni di coalizione di fermarsi a riflettere su una sua eventuale candidatura. Ma tutti, a cominciare da Fotia, hanno trovato in casa pd un muro di reazioni negative. Financo scortesi”.

Vannacci ha sfidato apertamente Forza Italia sostenendo Domenico Giannetta, un esponente di peso che ha lasciato il partito di Tajani per contrapporsi al candidato ufficiale del centrodestra, Fabio Roscioli. La competizione rischia così di dividere il voto della destra e di favorire il candidato del centrosinistra Frank Benedetto.

Per Mieli, il risultato avrà conseguenze politiche molto più ampie della singola elezione:

  • Se Giannetta vincesse o ottenesse un risultato molto forte, Vannacci dimostrerebbe di possedere un seguito elettorale reale. Altri esponenti del centrodestra, soprattutto quelli preoccupati per la propria rielezione, potrebbero essere tentati di seguirlo nel suo nuovo movimento. Sarebbe un successo personale di Vannacci e, contemporaneamente, una sconfitta politica per Forza Italia e per Roberto Occhiuto.
  • Se invece Roscioli riuscisse a vincere, emergerebbe la forza del cosiddetto «voto utile»: gli elettori di centrodestra, pur potendo manifestare simpatia per posizioni più radicali nei sondaggi, al momento decisivo tornerebbero a votare il candidato della coalizione guidata da Giorgia Meloni. In questo caso Vannacci rischierebbe di apparire come un fenomeno molto più forte nei sondaggi che nelle urne: i suoi «sondaggi pieni» potrebbero tradursi in «urne vuote».

Mieli sottolinea inoltre che la divisione nel centrodestra ha riaperto una partita che il centrosinistra considerava quasi impossibile da vincere. Il Pd punta su Benedetto, mentre una candidatura autonoma di Carmine Fotia ha creato tensioni tra gli alleati della sinistra, mostrando anche le difficoltà del centrosinistra nel costruire una candidatura condivisa.

La tesi centrale di Mieli è dunque che Reggio Calabria rappresenterà un piccolo ma significativo laboratorio politico: per la prima volta Vannacci potrà misurare concretamente la distanza tra la notorietà mediatica, i consensi attribuitigli dai sondaggi e la capacità di trasformarli in voti.

In definitiva: per Vannacci è un azzardo decisivo. Un risultato clamoroso aumenterebbe enormemente il suo peso contrattuale dentro la destra; una sconfitta, soprattutto considerando la forza del candidato da lui sostenuto, ridimensionerebbe sia la sua influenza politica sia l’attenzione mediatica che finora lo ha accompagnato.

27 agosto 2026