Dalla fantascienza alla fabbrica (e alla finanza): l’era dei robot umanoidi è cominciata per davvero
Elisa Campisi ha pubbicato su Avvenire un editoriale nel quale parla del debutto record in Borsa della cinese Unitree. Questo dimostra che l’intelligenza artificiale “incarnata” non è più solo una promessa: in Cina è già partita la produzione in massa di queste macchine e gli Stati Uniti ora devono inseguire. Come andrà a finire?
Scrive Campisi: ”Non è più fantascienza e per molti investitori almeno qui non c’è un pericolo di bolla: l’era dei robot umanoidi è ufficialmente iniziata, entrando nella fase della produzione di massa e della grande finanza. Il debutto alla borsa di Shanghai della cinese Unitree Robotics, sullo Star Market – con un balzo solo nel primo giorno di contrattazioni del 629% rispetto al prezzo dell’offerta pubblica iniziale e arrivando a 1.100 yuan per azione per poi assestarsi sotto i 900 (circa 120 dollari) – racconta un’autentica corsa all’oro da parte degli investitori“.
E prosegue: ”. I cinesi non vendono solo prototipi da laboratorio, ma macchine pronte all’uso in vari settori, sebbene gli esperti stimino che servirà ancora un decennio prima che la tecnologia dei robot umanoidi raggiunga la piena maturità per un’adozione industriale e sociale di massa: al momento i pezzi prodotti finiscono infatti prevalentemente a supporto della raccolta di informazioni utili all’addestramento dei modelli di IA, oltre che nelle sperimentazioni in ambiti come hotel o linee di montaggio”.
Per concludere: ”Le aspettative di produttori e investitori sono dunque chiare, ossia che questi robot colmino le carenze di manodopera svolgendo compiti faticosi, pericolosi e poco attrattivi nelle fabbriche, nella logistica e infine nelle nostre case, affiancando gli umani in servizi come le faccende domestiche e l’assistenza agli anziani”.
L’era dell’Intelligenza Artificiale “incarnata” (i robot umanoidi) ha superato la fase teorica per entrare a pieno titolo nella produzione di massa e nel mercato finanziario globale.
1. Il boom finanziario e l’exploit di Unitree
Il debutto alla Borsa di Shanghai (Star Market) della cinese Unitree Robotics segna un momento di svolta. Nel primo giorno di contrattazioni, il titolo ha registrato un balzo record del +629%, arrivando a una capitalizzazione di circa 66 miliardi di dollari (445 miliardi di yuan). A differenza del timore di una “bolla speculativa” paventato da istituzioni come la BCE sul settore tech, l’entusiasmo degli investitori per Unitree si fonda su dati industriali concreti:
- L’azienda produce e consegna già circa 18.000 robot umanoidi all’anno (oltre a decine di migliaia di quadrupedi).
- I portafogli ordini sono saturi e la produzione supporta sia la raccolta dati per l’addestramento dei modelli d’IA, sia prime sperimentazioni pratiche (linee di montaggio, hotel).
2. Impieghi attuali, prestazioni ed evoluzione tecnologica
A Pechino, eventi come la World Robot Conference e i World Humanoid Robot Games dimostrano come questi automi siano testati non solo nello sport, ma in attività reali come assemblaggio di precisione, smistamento logistico e ispezioni.
- Prestazioni record: il modello “Superman Robot” di Unitree ha mostrato capacità fisiche superiori a quelle umane (salto in alto da fermo di 2 metri e corsa a 12,66 m/s).
- Prospettive future: si stima che entro il 2030 le consegne annue di robot umanoidi passeranno dalle attuali decine di migliaia a oltre 1,5-1,7 milioni di unità, colmando carenze di manodopera in fabbriche, logistica, assistenza agli anziani e faccende domestiche (sebbene per una piena maturità sociale e industriale ci vorrà ancora circa un decennio).
3. La sfida geopolitica: Cina vs USA
Il settore è diventato un nuovo terreno di scontro strategico e geopolitico tra Pechino e Washington (il Pentagono ha persino inserito Unitree tra le aziende collegate all’ambito militare).
I punti di forza della Cina: Pechino sta applicando alla robotica lo stesso modello di successo dei veicoli elettrici, dominando la capacità manifatturiera, la filiera industriale e la scalabilità commerciale sul mercato.
I punti di forza degli USA: Gli Stati Uniti mantengono un vantaggio sul fronte del “cervello” dell’Ai (i software di ragionamento e decisione autonoma complessa, come l’Optimus di Tesla, risultano superiori all’intelligenza di modelli cinesi). Tuttavia, la capacità della Cina di produrre e vendere macchine reali oggi mette in discussione la leadership tecnologica americana.
20 agosto 2026





