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Editoriali

Le troppe contraddizioni dell’esecutivo

Marcello Sorgi ha pubblicato un articolo su La Stampa nel quale sostiene che, nella fase finale della legislatura, il governo Meloni mostri una serie di contraddizioni che ne mettono in discussione la coerenza politica. L’autore paragona la recente “pausa di riflessione” alla tradizione della Democrazia Cristiana, osservando però che allora serviva a favorire mediazioni e compromessi, mentre oggi sembra solo rinviare decisioni senza una logica chiara.

Scrive Sorgi: ”Anche perché ai tempi della Dc, alla pausa di riflessione faceva seguito la mediazione, il compromesso, l’essenza di una politica basata sul dialogo. Accompagnata, se non proprio dalla coerenza, almeno dalla ricerca di una certa logica nel procedere. Ciò che qui sembra considerato del tutto secondario. Per fare qualche esempio, legato agli ultimi rinvii segnati dalla pausa estiva”.

E prosegue: ”Un governo securitario, caratterizzatosi per le decine di reati introdotti o rinominati per garantire legge e ordine, non dovrebbe aver paura delle intercettazioni, anche di quelle autorizzate per mesi e mesi richieste dalla Superprocura nazionale antimafia. Cos’è la possibile violazione della privacy di un cittadino, a fronte dei successi da esibire nella lotta quotidiana contro i boss della malavita organizzata? E se quel cittadino è Delmastro, uno che la stessa premier ha fatto fuori dal governo nel dubbio che non fosse più in grado di assolvere al suo incarico «con dignità e onore», la pubblicità delle sue chat – intercettate – non dovrebbe essere un modo dimostrare che non si fanno eccezioni per nessuno?”.

Per sostenere la sua tesi porta tre esempi:

  • Intercettazioni: un governo che ha fatto della sicurezza e della lotta alla criminalità uno dei suoi punti di forza dovrebbe accettare l’uso delle intercettazioni autorizzate dalla magistratura, senza eccezioni. Per Sorgi è quindi incoerente contestarne la diffusione quando riguardano figure vicine all’esecutivo, come Andrea Delmastro.
  • Legge elettorale: l’autore critica la giustificazione secondo cui la reintroduzione delle preferenze sarebbe necessaria perché la Corte costituzionale avrebbe fatto trapelare un orientamento contrario all’attuale sistema. Ritiene poco credibile che la Consulta anticipi le proprie decisioni su questioni non ancora esaminate.
  • Fondi europei per la Difesa (SAFE): Sorgi evidenzia un’altra incoerenza: dopo aver rifiutato il MES in nome della tutela della sovranità nazionale, il governo ha cercato di ottenere i fondi europei destinati alla difesa, alimentando una nuova polemica.

In conclusione, l’articolo sostiene che il problema principale dell’esecutivo non sia tanto il rinvio delle decisioni, quanto la mancanza di una linea politica coerente e di motivazioni convincenti a sostegno delle proprie scelte.

31 luglio 2026