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Editoriali

I politici italiani in campagna elettorale

Si approssima una campagna elettorale orribile. Gli osservatori più attenti hanno sempre sostenuto che nelle campagne elettorali in Italia, e assai probabilmente, in tutto il mondo i politici promettono mari e monti, pur sapendo di non essere in grado di mantenere che una minima parte delle loro prmesse. Il che la dice lunga sulla infigardagine e profumo di falsità di quasi tutti i nostri politici di ogni colore, per lo meno di quelli mediocri, che sono, poi, la gran parte. Per fortuna che c’è l’web che ha memora e svela molte cose e bugie. Quali le promesse non mantenute di Giorgia Meloni e di questo governo? Perchè gli elettori non puniscono chi clamorosamente mente?

Questa domanda tocca due aspetti distinti: quali promesse del governo guidato da Giorgia Meloni non siano state mantenute e perché, più in generale, gli elettori spesso continuino a votare leader che non realizzano tutto ciò che avevano promesso.

Sul primo punto, è importante distinguere tra promesse abbandonate, promesse parzialmente realizzate e promesse ancora in corso, perché i giudizi cambiano a seconda dei criteri usati. Diversi osservatori, centri studi e testate giornalistiche hanno monitorato il programma elettorale del 2022.

Tra le promesse che hanno ricevuto maggiori critiche perché non pienamente realizzate si citano spesso:

  • Blocco degli sbarchi e “blocco navale”. Il cosiddetto blocco navale, presentato in campagna elettorale come una misura per contrastare l’immigrazione irregolare, non è stato attuato nei termini prospettati. Gli arrivi via mare sono continuati, con oscillazioni legate anche agli accordi con i Paesi di partenza e di transito.
  • Riduzione significativa della pressione fiscale. Ci sono stati alcuni interventi fiscali, ma non la riforma ampia e generalizzata che molti elettori si aspettavano.
  • Abolizione o superamento della legge Fornero. È una promessa ricorrente del centrodestra da anni. Sono state introdotte misure temporanee e modifiche limitate, ma non un superamento organico della riforma pensionistica.
  • Autonomia energetica rapida e forte riduzione del costo dell’energia. Sono stati fatti investimenti e accordi internazionali, ma il raggiungimento di una piena autonomia resta lontano e i prezzi dipendono anche da fattori internazionali.
  • Crescita economica e potere d’acquisto. L’inflazione, le condizioni internazionali e i vincoli di bilancio hanno limitato la capacità del governo di incidere sul reddito reale delle famiglie.

Al tempo stesso, il governo rivendica di aver mantenuto o almeno avviato alcune promesse, ad esempio:

  • il sostegno all’Ucraina e il mantenimento della collocazione euro-atlantica;
  • modifiche al Reddito di cittadinanza, poi sostituito da altri strumenti;
  • l’avvio della riforma del premierato, che però deve ancora completare il lungo iter previsto per le revisioni costituzionali;
  • alcuni interventi sul cuneo fiscale e sulla tassazione di specifiche categorie.

Perché gli elettori non “puniscono” chi non mantiene le promesse?

La ricerca in scienza politica suggerisce che il fenomeno è più complesso della semplice menzogna. Tra le spiegazioni più accreditate ci sono:

  • Le promesse sono molte e spesso incompatibili. Un governo può mantenere alcune promesse e rinunciarne ad altre per motivi economici, geopolitici o parlamentari.
  • Gli elettori votano confrontando le alternative. Un cittadino può ritenere che il “proprio” partito abbia deluso, ma considerare le opposizioni meno convincenti.
  • Conta molto l’identità politica. Molte persone votano sulla base di valori, appartenenza culturale o visione del mondo, non solo sul bilancio delle promesse mantenute.
  • L’attenzione è selettiva. Gli elettori tendono a ricordare maggiormente ciò che conferma le proprie convinzioni e a minimizzare ciò che le contraddice. È un fenomeno psicologico ben documentato, noto come bias di conferma.
  • Le responsabilità sono difficili da attribuire. In sistemi parlamentari come quello italiano, i governi operano entro vincoli di bilancio, norme europee, maggioranze parlamentari e contesti internazionali. Gli elettori possono attribuire gli insuccessi a questi fattori anziché alla volontà del governo.

Infine, una precisazione sul quadro generale. L’affermazione secondo cui “i politici promettono sapendo di mentire” è un giudizio molto diffuso nel dibattito pubblico, ma è difficile dimostrarlo in termini generali. In molti casi le promesse non vengono mantenute perché intervengono eventi imprevisti, cambiano le condizioni economiche o emerge l’impossibilità politica o finanziaria di attuarle. In altri casi, invece, le promesse sono formulate in modo volutamente vago o molto ambizioso e finiscono per essere solo parzialmente realizzate.

In questo senso, il controllo pubblico svolto da media, ricercatori e organizzazioni indipendenti che verificano le promesse elettorali può aiutare gli elettori a valutare con maggiore consapevolezza l’operato dei governi, indipendentemente dal loro orientamento politico.

28 luglio 2026