Angelo Panebianco ha pubblcato sul Corriere della Sera un editoriale in cui parla del futuro della Ue che si decide alle urne. Nel prossimo anno, infatti, ci saranno elezioni generali in Italia, Francia, Spagna, Polonia.È possibile che in altri Paesi europei i risultati delle elezioni diano un responso sufficientemente chiaro, più difficile che ciò avvenga da noi. Le incertezze e le incognite dell’Italia.
Scrive Panebianco: ”Gli europei continueranno a sostenere Kiev o smetteranno di farlo? Svilupperanno un potere deterrente che li protegga dal risorto imperialismo russo o sceglieranno la strada dell’appeasement, sceglieranno di sottostare ai diktat , quale che ne sarà il prezzo, dei dirigenti russi? In molti Paesi le elezioni avranno il carattere di un referendum ed è possibile che il risultato risulti netto e chiaro. Farà forse eccezione l’Italia. È possibile che qui da noi le elezioni, anziché fare chiarezza, generino incertezza e ambiguità. Chiunque le vinca. Sulla carta ci sono tre possibilità. Vince la destra senza Vannacci (possiamo chiamare questa combinazione Destra 1). Oppure vince una destra aperta a Vannacci (Destra 2). O, infine, vince la sinistra”.
E prosegue: ”Che cosa sarebbe la politica estera dell’Italia con una maggioranza di governo che includa Vannacci? Quanto di più ondivago e ambiguo si possa immaginare. Certo, verrebbe ufficialmente proclamata la continuità con il passato (la fedeltà alle alleanze, la cooperazione in Europa, l’appoggio a Kiev eccetera). Ma i concreti comportamenti quotidiani sarebbero condizionati dalla presenza di Vannacci nella maggioranza e dalla necessità di non perderne l’appoggio, pena la caduta del governo. Ogni scelta di politica estera, nonché ogni decisione in materia di sicurezza nazionale, ne sarebbero condizionate”.
Per concludere: ”È possibile che in altri Paesi europei i risultati delle elezioni diano un responso sufficientemente chiaro: o di qua (a favore della cooperazione europea e della scelta di difendere se stessi e l’Europa) oppure di là (a favore del disarmo e dell’appeasement). Solo in Italia, forse, le cose andranno diversamente. Forse, come è accaduto altre volte nella nostra storia, l’Italia seguirà un’altra strada: un po’ di qua e un po’ di là”.
Panebianco sostiene che le prossime elezioni in diversi Paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Polonia e successivamente Germania e Regno Unito) potrebbero ridefinire gli equilibri politici dell’Europa. A suo avviso, le questioni decisive saranno il futuro dell’integrazione europea, il sostegno all’Ucraina e la capacità dell’Europa di contrastare la Russia.
L’autore ritiene che, mentre in molti Paesi il voto potrebbe produrre maggioranze chiare, l’Italia rischi invece di uscire dalle elezioni con un quadro ambiguo. Esamina tre possibili scenari:
- Una vittoria della destra senza Vannacci, che considera poco probabile.
- Una vittoria della destra con il sostegno di Vannacci, scenario che giudica più realistico. Secondo Panebianco, Vannacci potrebbe sostenere il governo dall’esterno, ma al tempo stesso indebolirlo per rafforzare la propria leadership, condizionando soprattutto la politica estera e di sicurezza.
- Una vittoria della sinistra, che, secondo l’autore, non eliminerebbe l’incertezza perché il centrosinistra sarebbe diviso sulle principali questioni di politica estera, in particolare sul sostegno all’Ucraina e sul rafforzamento della difesa europea.
La tesi centrale dell’editoriale è che, qualunque sia il vincitore in Italia, il Paese rischia di mantenere una linea internazionale oscillante e poco coerente. Panebianco conclude che, a differenza di altri Stati europei che potrebbero scegliere con chiarezza tra una linea favorevole all’integrazione europea e al sostegno all’Ucraina oppure una più accomodante verso la Russia, l’Italia potrebbe ancora una volta distinguersi per una posizione ambigua, “un po’ di qua e un po’ di là”.
27 luglio 2026





