Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Editoriali

Alle urne bloccando gli estremi

Angelo Panebianco ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale nel quale si chiede se riusciranno i nostri eroi a impedire che, dopo le prossime elezioni, l’Italia si ritrovi in una condizione che, con tutti i distinguo legati alla diversa situazione storica, si potrebbe paragonare a quella della repubblica di Weimar? Con gli estremisti, di destra e di sinistra, in forte crescita e con un grande potere di condizionamento sui governi? La democrazia sarebbe allora in gravissima difficoltà. Il primo segnale dei guai in arrivo consisterebbe nel fatto che la trasversale alleanza rosso-nera (i putiniani di sinistra e di destra) metterebbe subito in forse l’appoggio italiano a Kiev. E sarebbe solo l’inizio. Sono le ragioni per cui vale la pena di trattare un argomento che — va riconosciuto — è piuttosto noioso: la questione della legge elettorale.

Scrive Panebianco: ”Sembra che la cosa che più conti a proposito della legge elettorale che il governo Meloni sta cucinando sia quella delle preferenze. Tanto le liste bloccate quanto le preferenze presentano gravi (anche se fra loro opposti) inconvenienti. Sono gli inconvenienti che non ha il collegio uninominale. Ma il collegio uninominale è ormai fuori gioco e, in questa fase, è inutile occuparsene. Resta che la legge che si intende proporre (con o senza preferenze), per come è fin qui concepita, non sembra in grado di bloccare la crescita degli estremismi. Di destra e di sinistra. Ci potrebbe riuscire però un ballottaggio di coalizione. Come quello in vigore nelle elezioni comunali”.

E prosegue: ”Destra e sinistra, al secondo turno, ormai, se la giocherebbero alla pari. Per giunta, va rilevato che se è vero che tanti elettori hanno, in materia politica, idee poche ma confuse, è anche vero che sanno per lo più distinguere fra un’elezione amministrativa, le elezioni europee e quelle politiche. Per le diverse poste in gioco. È la ragione per cui quelli che da risultati amministrativi (o, peggio ancora, dalle elezioni europee) traggono vaticini sugli esiti delle successive elezioni politiche, difficilmente ci prendono. Si presenti un emendamento che istituisca il ballottaggio di coalizione e si osservi l’effetto che fa. Alcuni (sia a destra che a sinistra) strillerebbero come aquile”.

L’autore lancia l’allarme sul rischio che le prossime elezioni politiche consegnino l’Italia a uno scenario simile a quello della Repubblica di Weimar, caratterizzato da una forte crescita degli estremismi di destra e di sinistra in grado di condizionare i governi. Il primo effetto di questa deriva sarebbe la nascita di un’alleanza trasversale “rosso-nera” di matrice putiniana, pronta a mettere in discussione il sostegno italiano all’Ucraina.

Per scongiurare questo pericolo, Panebianco accende i riflettori sulla legge elettorale in discussione. La proposta attuale del governo Meloni (incentrata sul dibattito tra liste bloccate e preferenze) non appare infatti capace di arginare la polarizzazione estremista. La soluzione ideale – suggerita anche da diversi costituzionalisti ed esperti (Ceccanti, Guzzetta, Calderisi, Clementi) – sarebbe invece l’introduzione di un ballottaggio di coalizione (doppio turno), simile a quello in vigore per le elezioni comunali.

L’editoriale smonta l’obiezione tradizionale della destra, secondo cui il doppio turno favorirebbe storicamente la sinistra: oggi la capacità di mobilitazione di quest’ultima si è ridotta e le due coalizioni principali se la giocherebbero alla pari.

Il ballottaggio di coalizione converrebbe sia a Giorgia Meloni che a Elly Schlein, poiché blinderebbe la guida dei rispettivi schieramenti nelle mani di Fratelli d’Italia e del partito democratico, isolando le frange radicali. Questo sistema converrebbe persino alla Lega di Salvini: sebbene rafforzerebbe la leadership di Meloni, offrirebbe al Carroccio uno scudo contro l’ascesa nei sondaggi del generale Vannacci, il cui potenziale partito rischia di cannibalizzare i parlamentari leghisti e di Forza Italia.

18 luglio 2026