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Politica

La convergenza trasversale del partito anti europeo

Massimo Franco ha pubblicato, sul Corriere della Sera, nella sua Nota quotidiana ,che nella politica italiana sta emergendo una convergenza trasversale di forze che, pur appartendo a schieramenti opposti, condividono posizioni critiche verso l’Unione europea, la NATO e il sostegno all’Ucraina. Questa dinamica, sostiene l’autore, finisce per favorire indirettamente gli interessi strategici della Russia.

Afferma Franco: ”Vannacci ha definito le posizioni di Conte e del Movimento «di buonsenso». In più, a Bruxelles la saldatura tra estremismo anti-Ue e anti-Ucraina, sia di destra che post-grillino, si è ripetuta con un voto contro l’euro digitale: scelta definita «strategica» da FI e dal Pd. La votazione ha visto le opposizioni italiane e la maggioranza meloniana entrambe divise al proprio interno: con FI a favore, Lega contro e Fdi strattonata tra i due alleati. Si tratta di tensioni che sembrano destinate ad acuirsi di qui al voto politico del 2027”.

E prosegue: ”Seminano nervosismo nei e tra i due fronti. E proiettano un’ombra di ambiguità sulla politica estera italiana: al punto che c’è da chiedersi se permetteranno non solo di ipotizzare un’alleanza con Fn della coalizione di Giorgia Meloni, finora coerente nell’ancoraggio agli aiuti all’ucraina. L’incognita riguarda anche l’affidabilità che il «Campo largo» in costruzione può avere come alternativa credibile di governo. Farsi scudo del no alle spese militari per attaccare Palazzo Chigi, Ue e Nato ha il fiato corto della propaganda elettorale”.

I punti principali dell’articolo sono:

  • Le dichiarazioni di Giuseppe Conte, secondo cui la minaccia russa verrebbe enfatizzata per giustificare il riarmo europeo, rappresentano per Franco un chiaro segnale di questa deriva. Il mancato intervento di Elly Schlein viene interpretato come il tentativo del Pd di non compromettere l’alleanza con il M5S, alimentando ambiguità sulla politica estera del centrosinistra.
  • Anche Alleanza Verdi e Sinistra sostiene la linea di Conte, pur condannando l’invasione russa, minimizzando però le polemiche sulle sue affermazioni. Per l’autore, una parte consistente del cosiddetto “campo largo” mette così in discussione gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito della NATO e dell’Unione europea.
  • Fenomeni analoghi emergono anche nella maggioranza di governo. Mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani mantiene una posizione nettamente filo-atlantica e protesta contro le attività di spionaggio russe, nella Lega e tra i sostenitori di Roberto Vannacci vengono presentati emendamenti contro nuovi invii di armi all’Ucraina. Vannacci, inoltre, definisce “di buonsenso” le posizioni del M5S.
  • Le divisioni si riflettono anche in Europa, dove il voto sull’euro digitale mostra spaccature sia nella maggioranza sia nelle opposizioni: Forza Italia e Pd favorevoli, Lega contraria, Fratelli d’Italia divisa tra i due alleati.
  • Guardando al 2027, Franco ritiene che queste tensioni siano destinate ad aumentare, creando incertezza sulla collocazione internazionale dell’Italia e sulla credibilità sia della coalizione guidata da Giorgia Meloni sia dell’eventuale alternativa di centrosinistra.

La conclusione dell’autore è che utilizzare il rifiuto delle spese militari come strumento di contrapposizione politica contro il governo, l’UE e la NATO costituisce una strategia di breve respiro, dettata più dalla propaganda elettorale che da una visione coerente della politica estera italiana.

10 luglio 2026