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Esteri

La squadra di avvelenatori del Cremlino “Hanno creato la tossina per Navalny”

Jacopo Iacoboni ha pubblicato su La Stampa un articolo in cui parla dell’avvelenamento di Aleksej Naval’nyj. Almeno sei scienziati russi condussero ricerche e pubblicarono articoli sulla sintesi dell’epibatidina, «partecipando direttamente al suo sviluppo come arma chimica». Lo sostiene il testo di nuove sanzioni emanate dall’Ue contro quelli che considera scienziati avvelenatori. Scrive Iacoboni: “L’epibatidina è il veleno che secondo Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Svezia fu usato per uccidere Alexey Navalny (dopo che ci avevano provato, non riuscendoci per un soffio, col novichok): una neurotossina estremamente potente, sintetizzata in laboratorio dalla pelle della rana tropicale. La comunità scientifica iniziò a studiarla come potenziale alternativa alla morfina in quanto è un potentissimo analgesico, ma ha livelli di tossicità gravemente più alti, letali. E non può servire per curare. Per ammazzare sì, invece. Molto bene. E qui la Russia ha colto un’opportunità”.

E continua: ”Nello studio degli scienziati russi, tra gli effetti del “veleno della rana tropicale” si citano: forte dolore allo stomaco (che Navalny provò poco prima del collasso, anche se, notò la Fondazione FBK, questo particolare non compariva nel primo comunicato del servizio penitenziario russo). Vomito. Rapida perdita di conoscenza. Assenza totale di risposta a tentativi di rianimazione. È, nove anni prima, la descrizione abbastanza fedele di come poi morì il pericolo pubblico numero uno per il Cremlino, quello che Putin, rifiutandosi anche di nominarlo, chiamò fino alla fine, sprezzante, «il paziente berlinese».

Il nucleo della notizia L’Unione Europea ha emanato nuove sanzioni contro sei scienziati russi accusati di aver partecipato direttamente allo sviluppo di armi chimiche, in particolare conducendo ricerche e pubblicando articoli sulla sintesi dell’epibatidina.

Cos’è l’epibatidina e il legame con la morte di Navalny

  • La sostanza: si tratta di una neurotossina estremamente potente, sintetizzata originariamente in laboratorio a partire dalla pelle di una rana tropicale. Nata come potenziale alternativa alla morfina per le sue proprietà analgesiche, si è rivelata letale e priva di applicazioni mediche reali a causa dell’altissima tossicità.
  • L’uso contro Navalny: secondo Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Svezia, questa è la sostanza con cui è stato ucciso Alexey Navalny il 16 febbraio 2024 nella colonia penale artica (dopo il fallito tentativo precedente con il Novichok). I sintomi descritti dagli scienziati russi nei loro studi di anni fa (forte dolore allo stomaco, vomito, rapida perdita di conoscenza e resistenza alla rianimazione) coincidono perfettamente con l’agonia di Navalny.

Chi sono gli scienziati sanzionati: le sanzioni colpiscono figure chiave della ricerca chimico-militare russa identificate anche da inchieste giornalistiche indipendenti (come quelle di Agentstvo e del collettivo di Roman Badanin):

  • Igor Babkin: direttore del laboratorio del Centro Signal, con un passato nelle strutture di difesa chimica e biologica del Ministero della Difesa russo.
  • Sergei Galan, Olga Yudina, Alexei Aksyonov: ricercatori senior del Centro Signal.
  • Irina Derevyagina: impiegata del GosNIIOKhT (istituto centrale nel programma di armi chimiche russo, già ampiamente sanzionato).
  • Mikhail Gutsalyuk: colonnello e capo dell’organizzazione scientifica dell’Accademia Militare Chimica e Biologica. (Alcuni di questi scienziati avevano già lavorato in passato sul Novichok).

La filiera dei componenti e il ruolo del “Centro Signal”

L’importazione: secondo un’inchiesta di The Insider, i componenti chimici usati per sintetizzare il veleno venivano importati in Russia dalla ABCR Khemi Rus, società controllata al 90% dall’azienda tedesca Abcr GmbH. L’importazione in sé non era illegale (trattandosi di sostanze usabili nella ricerca biomedica lecita), ma lo diventa la loro finalità (la sintesi in vitro di una tossina letale).

Lo status del Centro Signal: adifferenza di altre entità ed istituti militari russi e siriani sanzionati in blocco per la produzione di armi chimiche, il Centro Signal in quanto tale non è sanzionato dall’UE. Viene considerato un istituto dual-use (a doppio uso, civile e militare), una caratteristica che, secondo esperti e intelligence, lo rende ancora più ambiguo e pericoloso come “cuore” dello sviluppo dei veleni del Cremlino.