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Economia

La prima isola artificiale nel Mare del Nord che produrrà energia pulita per circa 10 mln di famiglie

Corrado Maria Petrucci ha pubblicato sul sito geopop.it un articolo, estremamente interessante, sul progetto della North Sea Energy Island. Nel cuore del Mare del Nord, a circa 80 km al largo della penisola dello Jutland, in Danimarca, sta prendendo forma uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi mai concepiti in Europa. Si chiama North Sea Energy Island ed è un’isola energetica artificiale pensata per raccogliere e distribuire l’elettricità generata da centinaia di turbine eoliche offshore.

  • Il progetto: nello Jutland, in Danimarca, si sta progettando la North Sea Energy Island, un’isola energetica artificiale che fungerà da hub offshore per raccogliere e distribuire l’elettricità generata da centinaia di turbine eoliche circostanti. Coprirà una superficie minima di 120.000 metri quadrati.
  • Obiettivi e capacità: l’infrastruttura punta a raggiungere una capacità iniziale di 3 GW per poi espandersi a 10 GW entro il 2040, una potenza sufficiente ad alimentare circa 10 milioni di famiglie europee. L’energia pulita sarà smistata tramite cavi sottomarini ad alta tensione verso diversi Paesi europei (Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Belgio e Regno Unito).
  • Tecnologia power-to-X: oltre allo smistamento elettrico, l’isola utilizzerà parte dell’energia verde per produrre idrogeno verde tramite elettrolisi direttamente in mare, destinato al trasporto marittimo e all’aviazione, riducendo l’impatto di infrastrutture pesanti sulla terraferma.
  • Impatto economico e occupazionale: con un investimento stimato di oltre 210 miliardi di corone danesi (circa 28-30 miliardi di euro), rappresenta il più grande progetto di costruzione nella storia della Danimarca. L’opera creerà migliaia di posti di lavoro nella fase di costruzione e centinaia per la manutenzione a lungo termine, oltre a rafforzare la sovranità energetica europea.
  • Benefici ambientali: il fine primario è la decarbonizzazione: ogni GW di energia eolica riduce la CO2 di circa 1,9 milioni di tonnellate all’anno. Al massimo della capacità (10 GW), l’isola eviterà l’emissione di quasi 20 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.
  • Sfide, costi e ritardi: la fattibilità del progetto è messa a dura prova da complessità tecniche, un incremento dei costi di circa 6,7 miliardi di euro e ritardi accumulati (l’operatività è slittata dal 2033 ad almeno il 2036), elementi che hanno anche arenato la collaborazione con il Belgio. Inoltre, si stanno studiando soluzioni (come barriere coralline artificiali) per mitigare l’impatto ecologico che i lavori e i cavi sottomarini avranno sui fondali e sulla fauna marina. 3 luglio 2026

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