Massimo Franco nella sua Nota quotidiana sul Corriere della Sera scrive delle dure polemiche sulla riforma della legge elettorale che, secondo l’opinione della maggioranza, sareebbe necessaria per avere la garanzia di governi stabili.
Scrive Franco: ”I sondaggi che segnalano un esito elettorale in bilico acuiscono il nervosismo e la possibilità che il voto sia anticipato all’aprile del 2027, invece che in autunno. Né si può ignorare il ribollìo nell’estrema destra. La formazione xenofoba e filo-russa di Roberto Vannacci cerca di raccogliere consensi tra gli scontenti di Lega, FDI e M5S. E denuncia l’emendamento della riforma che imporrebbe un obbligo ad hoc a Futuro nazionale di raccogliere le firme per presentarsi. Additando la premier come filo-Ue e filo-Ucraina, in realtà Vannacci le appunta una medaglia per la politica di questi anni. Ma non è chiaro se basterà a cancellare l’incertezza del voto”.
- Assenza di dialogo e scontro politico: la riforma elettorale si avvia alla conclusione in un clima di totale assenza di confronto tra maggioranza e opposizione. La maggioranza accelera giustificando la riforma con l’esigenza di stabilità (nonostante il governo Meloni duri già da quasi quattro anni), mentre le opposizioni denunciano una svolta autoritaria senza però offrire una proposta alternativa. Il rischio è una campagna elettorale avvelenata dalla delegittimazione reciproca.
- Tensioni interne alla maggioranza: l’unità tra i partiti di governo non è ancora piena, in particolare sul tema delle preferenze. Fratelli d’Italia sta lavorando con gli alleati (Forza Italia e Lega) per trovare un emendamento unitario, segno che le divergenze non sono del tutto superate.
- Dubbi di costituzionalità e liste bloccate: le incognite principali riguardano i possibili rilievi della Corte Costituzionale su tre punti: l’indicazione del candidato premier sulla scheda, il premio di maggioranza in seggi e la lunghezza delle liste bloccate. Nonostante le critiche, la prospettiva di liste bloccate che permettono ai leader di controllare l’elezione dei parlamentari fedelissimi attira i vertici di tutti i partiti, col rischio di aumentare l’astensionismo.
- Incertezza sul voto e tensioni a destra: i sondaggi in bilico alimentano il nervosismo e l’ipotesi di un voto anticipato ad aprile 2027 anziché in autunno. Sullo sfondo si registra l’attivismo dell’estrema destra di Roberto Vannacci (“Futuro nazionale”), formazione xenofoba e filo-russa che cerca di raccogliere il dissenso e attacca Giorgia Meloni (definita filo-UE e filo-Ucraina), lamentando un emendamento che imporrebbe al movimento l’obbligo di raccogliere le firme per potersi presentare. 27 giugno 2026





