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Politica

Preferenze, le vuole un elettore su due. Piace l’indicazione del candidato premier

Nando Pagnoncelli, sondaggista, amministratore delegato di Ipsos Italia e uno dei maggiori sondaggisti in Italia. ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui scrive della volontà della maggioranza del governo Meloni di riformare il Rosatellum con l’approvazione del cosiddetto Stabilicum, con un sondaggio dedicato alle opinioni degli elettori sulla riforma elettorale.

Dice Pagnoncelli: ”Cosa pensano gli elettori di tutto ciò? Intanto la valutazione della legge in vigore, il Rosatellum, divide gli italiani: 36% ne dà un giudizio positivo, 39% negativo. Il maggior gradimento si riscontra tra gli elettori delle forze di governo, proprio quello schieramento che si sta battendo per cambiarla. D’altra parte, il Rosatellum ha prodotto per il centrodestra una solida maggioranza che potrebbe portare il governo Meloni a essere il più longevo della Repubblica. Come era prevedibile, il tema non affascina particolarmente gli elettori: la maggioranza (53%) non sa se sia stata presentata la proposta di un nuovo sistema elettorale, l’8% è convinto che non vi sia nessuna proposta, il 10% pensa che provenga dai partiti di opposizione, solo poco più di un quarto (29%) sa che i promotori sono i partiti di centrodestra. Anche tra gli elettori di questi ultimi quasi la metà non sa della proposta di legge, dato che scende un po’ tra gli elettori degli altri partiti, ma senza mai che la risposta corretta arrivi almeno al 50%”.

E aggiunge: ”Forte il disaccordo per l’assenza di preferenze: il 53% valuta negativamente questa scelta, solo il 21% concorda. Anche fra gli elettori di centrodestra prevale di misura il disaccordo (42% contrari, 38% favorevoli). Vince la contrarietà anche rispetto al premio di maggioranza: negativo per il 43%, positivo per il 33%. In questo caso con una netta polarizzazione: fortemente favorevoli (59%) gli elettori delle forze di governo, al contrario decisamente critici (58%) gli elettori dell’alleanza progressista; mentre gli elettori delle altre liste si dividono a metà (48% a 47%). Sull’abolizione dei collegi uninominali il 35% è d’accordo, il 37% è critico”.


Un tema poco conosciuto e poco sentito

La proposta di riforma elettorale è largamente ignorata dall’opinione pubblica: oltre la metà degli italiani non sa nemmeno che esista un nuovo progetto di legge. Solo il 29% è consapevole che la proposta provenga dai partiti di centrodestra, e la disinformazione resta alta anche tra i loro stessi elettori. Anche sui contenuti concreti dello Stabilicum la conoscenza è molto superficiale: solo il 6% dichiara di essersene informato davvero.


Giudizio sul sistema attuale e sulla riforma

Il Rosatellum divide l’elettorato: 36% di giudizi positivi contro 39% negativi. Paradossalmente, è più apprezzato proprio dagli elettori delle forze di governo, che però spingono per cambiarlo.
Nel complesso, lo Stabilicum raccoglie più critiche che consensi (40% contrari, 36% favorevoli), con una netta polarizzazione politica: centrodestra più favorevole, area progressista più critica, elettori delle altre liste spaccati a metà.


I singoli punti della riforma

  • Abolizione delle preferenze: è l’aspetto più contestato. Il 53% è contrario; anche nel centrodestra prevalgono le perplessità.
  • Premio di maggioranza al 42%: giudizio prevalentemente negativo (43%), con forte sostegno tra gli elettori di governo e netta opposizione tra quelli progressisti.
  • Abolizione dei collegi uninominali: opinioni divise, con maggiore favore nel centrodestra e maggiore contrarietà nel campo progressista.
  • Indicazione del candidato premier: è l’elemento più apprezzato, pur senza raggiungere una maggioranza assoluta (43% favorevoli), con consenso trasversale che coinvolge anche elettori non schierati.

Metodo e tempistica sotto accusa

Emergono forti perplessità sull’iter di approvazione: il 47% non condivide l’idea di una riforma imposta a colpi di maggioranza senza il coinvolgimento delle opposizioni. Anche il fatto che la legge venga modificata a circa un anno dalle elezioni è visto negativamente dal 40% degli elettori.


Stabilità sì, ma non basta

Sul tema centrale evocato dal centrodestra — la stabilità dei governi — prevale un atteggiamento disincantato: per il 42% degli italiani la stabilità non garantisce di per sé buoni risultati, che dipendono piuttosto dalla capacità di governo. Solo un terzo la considera un valore in sé.


Conclusione

Il quadro che emerge è quello di un elettorato scettico e poco coinvolto, poco sensibile alle narrazioni contrapposte sulla stabilità o sul “vulnus democratico”. La riforma appare controversa nei contenuti, discutibile nel metodo e destinata a imporre alleanze difficili sia al centrodestra sia all’area progressista. Un percorso accidentato, conclude Pagnoncelli, di cui non è affatto certo il reale beneficio politico.

20 giugno 2026