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Politica

«Quel diavolo di Matteo». Così nel Pd raccontano le mosse di Renzi «influencer» del generale

Francesco Verderami, sul Corriere della Sera, racconta, attraverso testimonianze e retroscena raccolti nel centrosinistra, come Matteo Renzi avrebbe cercato di favorire l’ascesa politica del generale Roberto Vannacci per indebolire il centrodestra e, in particolare, Giorgia Meloni.

Scrive Verderami: ”Che Vannacci incontrasse Renzi l’ha raccontato Renzi. Da mesi questa storia è il segreto di Pulcinella tra le file del centrosinistra, perché da mesi il leader di Iv se ne vanta soprattutto con i compagni del Pd, ai quali aveva anticipato la sua strategia. Ancora oggi Delrio ricorda divertito «quel diavolo di Matteo» che sosteneva di voler puntare sul generale per sconfiggere la premier. L’idea, a suo modo geniale, partiva da una constatazione numerica: il centrosinistra — precedenti alla mano — può ambire a raggiungere il 45% alle elezioni e dunque per battere il centrodestra deve far scendere le percentuali della coalizione avversaria sotto quella quota”.

Continua Verderami: ”L’ex premier — a sentire i democratici che erano a conoscenza della faccenda — sosteneva di aver preparato il piano (politico) di battaglia al generale fin nei dettagli: dal timing all’organizzazione del nuovo soggetto. In pratica tutto”.

Aggiunge: ”Dopo le rivelazioni sui media, Vannacci lasciò il Carroccio e fondò Futuro nazionale. E Renzi si presentò davanti ai giornalisti raggiante, come avesse fatto tredici al Totocalcio: «Avevo previsto che Vannacci sarebbe stato un problema per Meloni. La sua uscita dalla Lega è un assist al Campo largo». Assist di cui rivendicava di fatto la paternità al cospetto degli alleati, che erano al corrente delle sue mosse. D’altronde sono indiscutibili le capacità manovriere di Renzi nel Palazzo, basti pensare al modo in cui buttò giù il governo giallorosso di Conte potendo contare solo su uno sparuto gruppo di senatori”.

Il cuore della tesi

Secondo il racconto riportato da Verderami, Renzi avrebbe spiegato a diversi dirigenti del Pd una strategia molto semplice: se il centrosinistra difficilmente supera il 45% dei consensi, per vincere deve riuscire a sottrarre voti al centrodestra. In quest’ottica, Vannacci sarebbe stato visto come uno strumento per dividere quell’elettorato.

I rapporti con Vannacci

L’articolo sostiene che Renzi parlasse apertamente ai dirigenti democratici dei suoi contatti con Vannacci, aggiornandoli sugli incontri e sui tentativi di convincerlo a lasciare la Lega e creare un proprio movimento politico. Graziano Delrio viene citato mentre ricorda con ironia «quel diavolo di Matteo», descrivendolo come molto attivo nel promuovere questo progetto.

Le smentite pubbliche

Quando la notizia degli incontri tra Renzi e Vannacci emerse sulla stampa, entrambi reagirono con durezza: Vannacci minacciò querele e Renzi accusò i giornalisti di diffondere falsità. Tuttavia, l’articolo suggerisce che nel Pd molti fossero già a conoscenza dei rapporti tra i due e delle iniziative di Renzi.

La nascita di Futuro Nazionale

Pochi giorni dopo quelle indiscrezioni, Vannacci lasciò la Lega e fondò Futuro Nazionale. Secondo Verderami, Renzi interpretò l’evento come una conferma delle sue previsioni e rivendicò il fatto che la mossa avrebbe creato problemi a Meloni e favorito il cosiddetto “campo largo” del centrosinistra.

Renzi come “influencer” di Vannacci

Una parte significativa dell’articolo descrive Renzi come una sorta di promotore mediatico di Vannacci. Poiché la scissione dalla Lega inizialmente ricevette poca attenzione, Renzi avrebbe continuamente richiamato giornalisti e osservatori a non sottovalutare il fenomeno Vannacci, contribuendo a mantenerlo al centro del dibattito politico.

Come viene visto nel Pd

Il pezzo evidenzia un atteggiamento ambivalente nel Partito Democratico. Da un lato c’è ammirazione per la capacità tattica di Renzi; dall’altro permane diffidenza. Dario Franceschini scherza dicendo «Conosco il ragazzo», mentre Francesco Boccia lascia intendere che il Pd osservi attentamente le sue mosse, non solo nel centrodestra.

Conclusione

La tesi di Verderami è che Renzi stia cercando di accreditarsi come regista di un’operazione politica capace di creare difficoltà a Meloni attraverso la crescita autonoma di Vannacci. L’articolo non presenta prove definitive del ruolo effettivamente svolto da Renzi, ma ricostruisce un racconto diffuso negli ambienti del centrosinistra secondo cui l’ex premier avrebbe seguito, incoraggiato e poi valorizzato mediaticamente il percorso politico del generale.

14 giugno 2026