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Editoriali

Trum-Putinlandia

Massimo Gramellini ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo nel quale, in buona sostanza, sbeffeggia sia il presidente degli Stati Uniti d’America sia quello della Russia.

Scrive Gramellini: ”Durante i suoi bagni di folla, Putin incontra sempre le stesse persone fingendo che siano degli sconosciuti. Si tratta di un cast fisso di funzionari statali che sembrano usciti dalla penna di Gogol. La mia preferita è la direttrice di un’importante fiera dell’est che ogni due anni si trasforma in commessa di gelateria per preparare un cono a Putin con l’emozione della neofita”.

E continua: ”Queste comparsate organizzate sembrano ignorare che la tecnologia è ormai in grado non soltanto di smascherarle, ma di sostituirle: Trump ha appena inondato i social di foto del Monte Rushmore in cui accosta il suo profilo a quelli di Lincoln e Washington, e di proclami in cui paragona la sua popolarità a quella di Elvis Presley. Insomma, lui e Putin passano il loro tempo a manipolare la realtà, convinti di prenderci tutti per fessi”.

L’articolo mette in luce come Vladimir Putin e Donald Trump manipolino continuamente la realtà per scopi di propaganda.

  • Il “cast fisso” di Putin: è emerso nuovamente come Putin, durante i suoi incontri pubblici, si interfacci sempre con le stesse persone che fingono di essere sconosciuti. Si tratta di funzionari statali che cambiano continuamente ruolo e travestimento: una direttrice di una fiera si trasforma in gelataia, un’altra figurante interpreta prima una madre addolorata per il figlio soldato e poi una marinaia per un selfie, mentre poliziotti, contadini e operai fingono di rivolgergli domande spontanee a cui il leader risponde con precisione millimetrica.
  • Le manipolazioni di Trump: queste messinscene ignorano la tecnologia odierna, che è ormai in grado sia di smascherarle sia di sostituirle. Ne è un esempio Donald Trump, che ha recentemente inondato i social network con immagini ritoccate in cui il suo profilo appare sul Monte Rushmore accanto a Lincoln e Washington, paragonando inoltre la propria popolarità a quella di Elvis Presley.

In conclusione, Gramellini osserva come entrambi i leader dedichino il proprio tempo a contraffare la realtà convinti di poter ingannare tutti, esprimendo il timore che, alla fine, possano avere ragione loro.

2 giugno 2026