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Economia

L’evasione fiscale (questa conosciuta) in Italia e nel mondo

I dati dell’evasione fiscale in Italia e nel mondo. Periodicamente si tentano delle riforme fiscali (In Italia la Vanoni nel secondo dopoguerra, la Visentini negli anni settanta) per combattere la piaga dell’evasione ed elusione fiscale. Pagare le tasse non piace a nessuno ma i servizi pubblici piacciono a tutti. Qual’è la situazione numerica nei Paesi a noi più vicini? La Germania, la Francia, la Spagna, la Gran Bretagna, la Polonia, gli Stati Uniti denunciano livelli di evasione pari ai nostri 100 miliardi di euro l’anno? E cosa si fa per combatterla?

Il paradosso del “free rider”: tutti vogliono l’autobus puntuale e l’ospedale efficiente, ma molti sperano che a pagarli sia il vicino di casa. L’Italia è spesso additata come la “maglia nera”, ma guardando i numeri globali la situazione è più sfumata, anche se rimaniamo in una posizione scomoda.

Ecco un confronto della situazione attuale (basato sugli ultimi dati disponibili nel 2026 e i trend consolidati degli ultimi anni) e le strategie messe in campo.

Il confronto dei numeri: Il “Tax Gap”

Il valore che cerchiamo si chiama Tax Gap: la differenza tra le tasse che dovrebbero essere versate e quelle effettivamente incassate. Mentre l’Italia si aggira storicamente intorno agli 80-90 miliardi di euro (con una tendenza al calo grazie alla fatturazione elettronica), i nostri vicini non sono a “zero”, ma le proporzioni cambiano.

PaeseEvasione Stimata (Miliardi €)Incidenza sul PILCaratteristiche principali
Italia~83-90~4.5% – 5%Alta evasione IVA e nel lavoro autonomo/micro-imprese.
Francia~80-100~3% – 4%Numeri assoluti simili all’Italia, ma su un’economia più grande.
Germania~75-95~2% – 2.5%Prevale il lavoro sommerso (Schwarzarbeit) nell’edilizia e servizi.
Spagna~60~4%Molto simile al modello italiano, concentrata nel turismo e servizi.
Regno Unito~40 (£35bn)~1.2%Una delle più basse al mondo grazie a controlli digitali feroci.
Stati Uniti~600 ($688bn)~2.5%Cifra mostruosa in assoluto, ma “bassa” rispetto alla vastità del PIL.
Polonia~10-15~2%Grande successo recente nel recupero dell’IVA tramite digitalizzazione.

Perché l’Italia sembra soffrire di più?

Non è solo una questione di “onestà”, ma di struttura economica.

  • Micro-imprese: l’Italia ha milioni di piccole partite IVA e botteghe. In Germania o negli USA, l’economia è dominata da grandi corporation dove evadere è tecnicamente molto più difficile (tutto è tracciato e stipendiato).
  • Pressione fiscale: quando le tasse sono percepite come troppo alte o i servizi come scadenti, scatta la “giustificazione morale” all’evasione.

Le armi moderne: cosa si fa per combatterla?

Dalle storiche riforme Vanoni o Visentini siamo passati alla guerra tecnologica. Oggi non si cerca più l’evasore con la lente d’ingrandimento, ma con l’algoritmo.

  1. Digitalizzazione integrata (Modello Italia/Polonia): l’Italia è stata pioniera nella Fatturazione Elettronica. Ogni transazione B2B passa in tempo reale dall’Agenzia delle Entrate. Questo ha abbattuto l’evasione IVA “da errore” o da omessa registrazione.
  2. Data lagging e AI: in Germania e USA, il fisco incrocia i dati dei social media, dei conti correnti e dei consumi (auto, immobili) per vedere se lo stile di vita coincide con il dichiarato. Se posti foto su uno yacht ma dichiari 15.000€, l’alert scatta in automatico.
  3. Global Minimum Tax: a livello internazionale (OCSE), si sta implementando una tassa minima del 15% per le multinazionali, per evitare che colossi come Amazon o Google spostino i profitti nei paradisi fiscali (elusione).
  4. Limitazione del contante: mentre l’Italia discute spesso sui tetti al contante, paesi come la Gran Bretagna o la Svezia sono quasi cashless, rendendo il “nero” fisicamente difficile da gestire.

In sintesi

L’Italia non è l’unica a perdere 100 miliardi (la Francia è vicina), ma è quella in cui questa cifra pesa di più sul bilancio pubblico perché abbiamo un debito enorme da gestire. La tendenza europea è chiara: meno ispezioni fisiche nei negozi e più “compliance preventiva”, ovvero mandare una lettera al cittadino dicendo: “Sappiamo che hai guadagnato X, sei sicuro di voler dichiarare Y?” prima ancora che scatti la multa.

2 giugno 2026

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