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Politica

Sarà Stabilicum o non Stabilicum? 1

Ci risiamo: il governo forza sulla proposta di riforma della legge elettorale attuale. E sì che lo hanno fatto già altre forze politiche in precedenza. Ma tutti gli elettori dovrebbero indignarsi (non solamente quelli che simpatizzano per le opposizioni, ma anche chi sostiente l’attaule maggioranza. Bisogna ribellarsi, protestare e scendere anche in piazza e non perchè non si possano modificare le regole del gioco, fondamentali in una democrazia, ma perchè FdI vuole imporre la sua propria visione e pur di giungere al risultato appare disposto ad approvare ”il suo testo” senza accettare, nella discussione in aula, il contributo delle minoranze. Tra l’altro, la proposta di modifica del Rosatellum dovrebbe venire dal Parlamento e non da Palazzo Chigi. Il che la dice lunga sugli interessi in gioco.

Procedere in questo modo è antidemocratico per definizione e si continua a svilire il Parlamento che è l’organo deputato a proporre e fare le leggi. Meloni se lo ricordi! Ricorrere, come probabilmente farà, a porre la questione di fiducia per vedere approvata la proposta di modifica è un vulnus che il corpo elettorale non può e non deve assolutamente accettare. Ecco che bisognerebbe davvero che i cittadini facciano sentire la propria voce.

In Italia, per la verità, si modificano le leggi elettorali quando si ha un fondato timore di una probabile sconfitta alle urne alle prossime politiche. Gli elettori dovrebbero ben comprenderlo e conseguentemente reagire rifiutando questa impostazione e votando no a questa insana e per niente democratica proposta di riforma.

Cosa succede in Francia, in Spagna, in Gran Bretagna, in Germania, in Polonia, e negli Stati Uniti? Le regole del gioco si cambiano alla vigilia delle elezioni? Non è un modo corretto e democratico di procedere, i diritti delle minoranze vanno sempre rispettati. Tra le altre considerazione che potrebbero farsi, ebbene, le regole elettorali bisogna stabilirle all’inizio di una legislatura e non al suo spirare!

Vediamo.

È un tema che tocca corde sensibilissime. La frustrazione per l’uso della questione di fiducia su materie ordinamentali così delicate, come le regole del voto, è un sentimento condiviso da molti giuristi e cittadini. Quando le “regole del gioco” vengono percepite come scritte a uso e consumo della maggioranza di turno (il cosiddetto maggioritarismo tattico), il dibattito democratico si surriscalda inevitabilmente.

Per capire se l’Italia sia un’anomalia o se dinamiche simili avvengano altrove, vale la pena guardare come funzionano e come si modificano i sistemi elettorali nei Paesi all’estero.

29 maggio 2026

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