Sara Tirrito ha pubblicato su La Stampa un articolo nel quale racconta dell’arrivo di Polymarket nel calcio italiano attraverso la sponsorizzazione della S.S. Lazio, che ha firmato un accordo da 22 milioni di dollari per avere il marchio sulle maglie biancocelesti fino almeno al 2028.
Scrive Tirrito: ”Invece si gioca su appuntamenti sportivi, cultura pop, elezioni. Chiamare qualcosa “un contratto su un evento” non lo rende meno di una scommessa sportiva». Secondo lui, la definizione può essere solo una: «Dovrebbero essere trattate come piattaforme di gioco d’azzardo. Servono regole uniformi e regolatori che le facciano rispettare». Poco chiaro è anche l’accesso al sito. Sebbene in molti Paesi, tra cui l’Italia, non abbia una concessione attiva, gli utenti continuano a puntare usando la Vpn per mascherare la posizione, e, considerando che la transazione avviene su blockchain, l’impossibilità di tracciare le vincite non aiuta.
E continua: ”In Italia, Polymarket rientra nella competenza dell’Agenzia dogane e monopoli (Adm), che non ha autorizzato le scommesse sul sito. Ma gli utenti continuano a “giocare” via Vpn. Il sistema nazionale tiene separati due mondi, le puntate sportive, regolate dall’Adm, e la finanza speculativa, dove i derivati – strumenti che consentono di scommettere sui mercati senza possedere direttamente gli asset – sono vigilati dalla Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob)”.
Il punto centrale dell’articolo è però il vuoto normativo che circonda la piattaforma. Polymarket nasce come sito di “mercati predittivi”, cioè un luogo dove si punta denaro sull’esito di eventi futuri: non solo sport, ma anche politica internazionale, guerre, economia e vicende di attualità. Gli utenti possono scommettere, ad esempio, sulla cattura di Nicolás Maduro, sulle decisioni della Federal Reserve o sul futuro di leader politici.
Dopo il boom seguito alle elezioni americane del 2024, Polymarket ha raggiunto una valutazione enorme e stretto accordi con grandi gruppi mediatici e sportivi. Tuttavia la piattaforma resta controversa: negli Stati Uniti è ancora in trattativa con le autorità finanziarie per ottenere una regolamentazione definitiva, perché non è chiaro se debba essere considerata uno strumento finanziario o gioco d’azzardo.
L’articolo cita anche un caso emblematico: quello del soldato americano Gannon Ken Van Dyke, che avrebbe guadagnato centinaia di migliaia di dollari puntando sulla cattura di Maduro poche ore prima dell’operazione militare. Il caso alimenta i sospetti di insider trading e uso di informazioni privilegiate.
Secondo Benjamin Schiffrin, ex funzionario della Sec e oggi dirigente di Better Markets, piattaforme come Polymarket sono di fatto scommesse mascherate da “contratti finanziari”. A suo giudizio dovrebbero essere trattate e regolamentate come il gioco d’azzardo, con controlli chiari e uniformi.
In Italia il problema è ancora più ambiguo. Polymarket non possiede autorizzazioni dell’Adm per offrire scommesse, ma molti utenti riescono comunque ad accedere usando Vpn e criptovalute, rendendo difficile il controllo delle operazioni e delle vincite. La Commissione nazionale per le società e la borsa ha dichiarato di non essere competente sulle scommesse legate a eventi, mentre l’Adm non sembra intervenire in modo efficace.
La conclusione implicita dell’articolo è che Polymarket stia crescendo rapidamente e ottenendo visibilità anche nello sport europeo, pur muovendosi in una “zona grigia” normativa dove nessuna autorità sembra assumersi pienamente la responsabilità di regolamentarla.
14 maggio 2026





