Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Economia

Salari, imposte Madrid ci batte

Milena Gabanelli e Francesco Tortora scrivono un articolo sul Corriere della Sera in cui analizzano il sorpasso economico della Spagna rispetto all’Italia, evidenziando come, nonostante le somiglianze tra le due economie, diverse scelte politiche e strutturali abbiano creato un divario significativo.

Scrivono Gabanelli e Tortora: ”Negli ultimi 15 anni la Spagna è stata guidata da due premier, Mariano Rajoy e Pedro Sánchez, che pur appartenendo a schieramenti opposti hanno garantito la continuità dell’azione di governo anche nelle fasi più critiche. Nello stesso periodo il nostro Paese ha avuto sette presidenti del Consiglio e otto governi, di cui due tecnici; uno scenario nel quale è pressoché impossibile mantenere una linea politica coerente. Dall’ottobre 2022 però la situazione è cambiata: il governo Meloni conta su un’ampia maggioranza mentre il premier socialista Sánchez guida un esecutivo di minoranza che lo costringe a continue mediazioni e che dal 2023 non riesce ad approvare una nuova legge di bilancio. Tuttavia l’andamento generale non ne risente”.

E continuano: ”Negli ultimi dieci anni in Italia la disoccupazione è scesa di 6 punti percentuali, ma la nuova occupazione ha riguardato principalmente settori a bassa produttività come ristorazione, assistenza e edilizia. Le conseguenze si riflettono in consumi quasi stagnanti (+2,9% in 10 anni), con il Pil che dal 2016 registra un incremento medio dell’1%, mentre il potere d’acquisto dei salari ha perso circa l’8% rispetto ai livelli pre-covid. In questo contesto, nel 2024 lo stipendio medio italiano (33.523 euro) è stato superato da quello spagnolo (33.700 euro)”.

Ecco i punti chiave della sintesi:

Differenze politiche e di governo

  • Stabilità politica: negli ultimi 15 anni, la Spagna ha avuto solo due premier (Rajoy e Sánchez), garantendo continuità d’azione. Nello stesso periodo, l’Italia ha visto alternarsi sette presidenti del Consiglio e otto governi, rendendo difficile mantenere una linea politica coerente.
  • Riforme del lavoro: la Spagna ha combinato flessibilità (riforma Rajoy 2012) con una successiva stabilizzazione e aumento del salario minimo (Sánchez), riducendo la disoccupazione di 10 punti dal 2016. In Italia, i continui cambi normativi (Jobs Act, Decreto Dignità, modifiche del governo Meloni) hanno portato a un’occupazione concentrata in settori a bassa produttività.

Indicatori Economici e Potere d’Acquisto

  • Salari e Pil: il potere d’acquisto in Spagna è cresciuto dell’1,2% rispetto ai livelli pre-Covid, mentre in Italia è crollato dell’8%.
  • Stipendio medio: nel 2024, lo stipendio medio spagnolo (33.700 euro) ha superato quello italiano (33.523 euro).
  • Crescita: negli ultimi dieci anni, il Pil spagnolo è cresciuto in media del 2,1% contro l’1% italiano; i consumi delle famiglie spagnole sono aumentati del 12,5%, a fronte del +2,9% in Italia.

Gestione dell’energia e degli investimenti

  • Costo dell’energia: grazie a un massiccio investimento nelle rinnovabili, la Spagna ha ridotto drasticamente l’influenza del gas sul prezzo dell’elettricità. Nel 2025, il prezzo all’ingrosso in Spagna è stato di 65 €/MWh contro i 116 €/MWh dell’Italia.
  • Attrattività per l’estero: la Spagna ha attratto 304 miliardi di euro di investimenti esteri nell’ultimo decennio (contro i 191 dell’Italia). Questo grazie a:
    • Digitalizzazione: una pubblica amministrazione più efficiente e digitale (punteggio 91/100 contro 76,3 dell’Italia).Fisco: una tassazione più bassa (cuneo fiscale al 41,4% contro il 45,8% italiano) e norme stabili dal 2015.
    • Giustizia: tempi medi per le controversie civili di tre anni in Spagna, contro i sei anni necessari in Italia.

Immigrazione e demografia

  • Integrazione e lavoro: la Spagna favorisce l’ingresso di stranieri con procedure semplificate e accordi bilaterali, attirando manodopera più qualificata (29% di laureati contro il 12% in Italia).
  • Demografia: la popolazione spagnola è cresciuta di 3 milioni nell’ultimo decennio, mentre quella italiana è diminuita di 1,7 milioni.
  • 11 maggio 2026