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Esteri

Mary Trump: “Mio zio Donald soffre di disturbi psichiatrici. È un bimbo terrorizzato che non è stato amato”

Simona Siri ha pubblicato su La Stampa un articolo assai interessante. Ha intervistato Mary Trump, psicologa e nipote del presidente americano.

Siri ha chiesto a Mary Trump se lo stato mentale del presidente fosse da ritenersi normale: ”Si parla molto del declino cognitivo di Trump. Lei cosa ne pensa?

Risponde Mary Trump: «Qualsiasi osservatore obiettivo e chiunque abbia mai avuto un parente affetto da demenza riconosce che Donald sta attraversando un declino cognitivo: dimentica molto spesso ciò che sta dicendo, divaga in discorsi del tutto privi di logica, non controlla gli impulsi. È sempre stato megalomane, ma la sua megalomania sta diventando ancora più pronunciata».

Altra domanda di Siri: «Come è possibile che una persona, come dice lei, con problemi psichiatrici arrivi prima a essere un imprenditore di successo, poi una personalità televisiva e poi il presidente degli Stati Uniti?

Altra risposta della nipote di Donald: «Perché ha sempre vissuto una vita straordinariamente protetta e privilegiata. Si tratta di un uomo che non ha mai avuto alcuna vera responsabilità. C’era sempre stato qualcun altro a rimettere a posto le cose, a correggere i suoi errori. Donald è passato da una posizione di grande privilegio all’interno della mia famiglia – mio nonno lo sosteneva costantemente con denaro, agganci e lodi – a un contesto in cui i media newyorkesi hanno svolto la stessa funzione. Poi, negli Anni ’90, è toccato alle banche proteggerlo e, infine, è arrivato Mark Burnett (produttore di The Apprentice, ndr)».

1. La salute mentale e il declino cognitivo. Mary Trump afferma con durezza che lo zio soffre di gravi disturbi psichiatrici mai diagnosticati che, non essendo stati curati, sono peggiorati nel tempo. Sostiene inoltre che sia in atto un evidente declino cognitivo, manifestato da perdita di memoria, discorsi privi di logica e incapacità di controllare gli impulsi e la megalomania.

2. Il segreto del suo successo. Alla domanda su come una persona con tali problemi abbia potuto raggiungere i vertici del potere, Mary risponde che Donald ha sempre vissuto una vita “protetta e privilegiata”. Non ha mai dovuto affrontare vere responsabilità perché c’è sempre stato qualcuno (il padre, i media di New York, le banche o i produttori televisivi) pronto a rimediare ai suoi errori e a sostenerlo finanziariamente.

3. Il rapporto con il consenso e il partito repubblicano. Pur riconoscendogli carisma, ritiene che Trump sia stato spesso uno strumento nelle mani di uomini più potenti e intelligenti di lui. Secondo Mary, il sostegno della sua base sta calando, ma rimarrà una quota “allarmante” di elettori (circa il 25%) fedele a quella che lei definisce la sua “forma di fascismo”. Sottolinea inoltre che, al momento, non esiste un erede politico in grado di sostituirlo nel movimento MAGA.

4. Il vuoto interiore e l’auto-distruttività. La tesi centrale della psicologa è che Donald sia un “nichilista” incapace di immaginare il mondo dopo di lui. Il suo bisogno ossessivo di successo, denaro e potere sarebbe un tentativo disperato di colmare un vuoto affettivo infantile. Mary lo descrive come “un bambino terrorizzato che non è mai stato amato”.

5. L’instabilità attuale. Le recenti mosse politiche e reazioni esagerate (come le posizioni sulla guerra o la gestione delle crisi) sarebbero segnali di disperazione. Trump starebbe cercando di proteggere la propria immagine pubblica dal timore di essere scoperto per ciò che lei crede sia veramente: “un patetico perdente”. Infine, commentando i tentativi di assassinio, nota come lui li usi come mosse di marketing anziché reagire in modo emotivamente comune.

10 maggio 2026