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Esteri

Il tentativo di rimpasto, i dubbi sulla successione. Il premier guarda alla Ue

Luigi Ippolito ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui analizza la crisi politica del primo ministro britannico Keir Starmer all’indomani di un risultato elettorale deludente, delineando i possibili scenari per il suo futuro e quello del Partito Laburista.

Scrive Ippolito: ”Gli osservatori politici a Londra concordano sostanzialmente con i bookmakers. C’è ancora chi pensa che, feritoCRI e azzoppato, il premier tirerà avanti anche fino alla fine dell’anno: la ragione, dicono, è che fra i laburisti non c’è accordo su un successore e una crisi al buio sarebbe destabilizzante. Tutto vero, ma è anche vero che, dopo un risultato elettorale come quello appena incassato, proseguire come se nulla fosse appare di ora in ora più inverosimile. Certo, Starmer è un tipo ostinato e non sembra aver intenzione di farsi da parte: per cui sta già mettendo in piedi una strategia per il rilancio. Una prima mossa potrebbe essere un rimpasto di governo, magari riportando nell’esecutivo Angela Rayner, la ex vice-premier portabandiera della sinistra interna che è la sua rivale più immediata. Difficile però che un giro di poltrone cambi la traiettoria, soprattutto perché la principale pedina, la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves, appare inamovibile, pena una destabilizzazione dei mercati finanziari”.

E aggiunge: ”Lo scenario più accreditato è allora quello che vede Starmer annunciare a breve un calendario per una successione ordinata, che si concluderebbe con l’insediamento di un nuovo leader al congresso laburista di settembre. Una tabella di marcia che sembra fatta apposta per consentire l’incoronazione del «Re del Nord», ossia il sindaco di Manchester Andy Burnham, uno dei pochi politici britannici a godere di una autentica popolarità”.

1. Le tempistiche della crisi

Secondo gli scommettitori e gli osservatori londinesi, la permanenza di Starmer a Downing Street ha i mesi contati. Sebbene una sua uscita immediata (entro giugno) sia meno probabile, le chance di una successione tra luglio e settembre sono molto alte. Starmer appare “azzoppato”, e proseguire senza cambiamenti sembra ormai inverosimile.

2. Le strategie di rilancio: rimpasto e svolta europea

Per cercare di mantenere la guida del governo, Starmer starebbe pianificando due mosse principali:

  • Rimpasto di governo: l’ipotesi è riportare nell’esecutivo la sua rivale interna, Angela Rayner. Tuttavia, la posizione chiave di Rachel Reeves (Cancelliere dello Scacchiere) resta intoccabile per non allarmare i mercati.
  • L’agenda “europeista”: nel prossimo Discorso del Re, Starmer punterà su una decisa sterzata verso l’Europa. Per recuperare i voti persi a sinistra, proporrà un allineamento con il mercato unico in diversi settori, cercando benefici economici senza però rientrare formalmente nell’UE (mossa che Bruxelles farebbe comunque pagare cara).

3. Il successore: Andy Burnham

Lo scenario più probabile è che Starmer annunci un calendario per una successione ordinata entro settembre. Il favorito è Andy Burnham, il popolare sindaco di Manchester soprannominato “il Re del Nord”.

  • L’ostacolo: Burnham non è attualmente un membro del Parlamento, requisito necessario per diventare premier. In passato Starmer aveva bloccato i suoi tentativi di ottenere un seggio, ma ora il partito sembra pronto a coalizzarsi intorno a lui.
  • Le incognite: Burnham appartiene alla sinistra laburista e le sue posizioni critiche verso i mercati finanziari preoccupano gli investitori.

4. L’ombra di Nigel Farage

Sullo sfondo di questa instabilità laburista, l’articolo conclude con un monito: il rischio reale per il Labour è che, nonostante il cambio di leadership, l’attuale crisi porti inevitabilmente alla vittoria di Nigel Farage alle prossime elezioni generali.

9 maggio 2026