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Animism sings anarchy

di Patrizia Lazzarin

Alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia del 2026, Eglė Budvytytė rappresenterà la Lituania, presentando la nuova installazione filmica multicanale animism sings anarchy. L’opera sarà esposta alla La Fucina del Futuro, Castello 5063/B, 30122 Venezia.

L’anteprima della mostra per stampa e ospiti si terrà mercoledì 6 maggio alle ore 13:00.

Eglė Budvytytė è un’artista con base tra Vilnius e Amsterdam che lavora all’intersezione tra arti visive e performative. La sua pratica, che spazia dal canto, video e performance, esplora il potere persuasivo della collettività, della vulnerabilità e delle relazioni permeabili tra corpi, pubblico e ambiente.

Il progetto è stato commissionato dal Lithuanian National Museum of Art, sotto la guida della Commissaria Lolita Jablonskienė, direttrice della National Gallery of Art, una suddivisione del Lithuanian National Museum of Art.

La curatela è affidata a Louise O’Kelly, curatrice indipendente con base a Londra e direttrice fondatrice di Block Universe, importante festival internazionale di performance art ed ente committente.

Girato in 16mm, animism sings anarchy è un tentativo performativo e poetico di tradurre la ricerca archeologica e i suoi materiali in canti, emozioni, movimenti e stati alterati di coscienza.

Il film attinge alle ricerche dell’antropologa e archeologa lituana Marija Gimbutas sulle società neolitiche matrilineari e animiste – fonte di ispirazione per artisti, accademici ed ecologisti legati al femminismo della seconda ondata. Le riprese si sono finora svolte nel sud-est dell’Italia, nei pressi di Grotta Scaloria, sito di un culto neolitico dell’acqua dove Gimbutas condusse scavi alla fine degli anni Settanta.

Proseguendo una pratica che lavora attraverso il corpo e in relazione al luogo, Budvytytė struttura le scene del film intorno a interni museali e a un tratto di costa pugliese popolato da grotte antiche e luoghi di sepoltura acquatici. Modellate da questi luoghi, le sequenze si dispiegano come movimenti rituali: una forma di preghiera animista che ancora la coreografia al paesaggio e ai resti del passato.

Facsimili di divinità antropomorfe – sotto forma di figurine stampate in 3D e modeste fotocopie – offrono un locus devozionale per coreografie tenere e tremanti: gesti che evocano stati alterati di trance, estasi e compassionevole resa.

 La Curatrice Louise O’Kelly ha dichiarato: Girato per la prima volta in 16mm, animism sings anarchy carica di possibilità anarchiche i reperti archeologici, le melodie polifoniche e le coreografie tremanti. Nel processo di collaborazione con la sua comunità di creativi, sento che sta maturando qualcosa di speciale: una medicina quanto mai necessaria per i nostri tempi”.

 La Commissaria Lolita Jablonskienė ha dichiarato: Tra i lavori più ambiziosi dell’artista fino ad oggi, l’opera attinge a idee e teorie attraverso tempi e geografie diverse, riportando alla luce connessioni dimenticate o soppresse tra il visibile e l’infinito”.

La Lituania partecipa alle Esposizioni Internazionali d’Arte e di Architettura della Biennale di Venezia dal 1999. Il Padiglione lituano ha ricevuto quattro volte una menzione speciale e nel 2019 ha vinto il Leone d’Oro per Sun & Sea (Marina).

 Il progetto sarà accompagnato da un catalogo co-curato da Eglė Budvytytė, Louise O’Kelly e Virginija Januškevičiūtė.

Il progetto espositivo e l’allestimento sono stati concepiti da Marija Aušra Olšauskaitė, artista la cui pratica si sviluppa attraverso diverse modalità di collaborazione.

5 maggio2026