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Esteri

Trump e la mossa del pitone

Gabriele Segre ha pubblicato su La Stampa un editoriale in cui scrive della trasformazione del presidente degli Stati Uniti da Cobra a Pitone e lo spiega.

Scrive Segre: ”La Cina coltiva la flemma del pitone da decenni con strangolamenti sulle terre rare, grandi abbracci infrastrutturali e dipendenze costruite in trent’anni di Via della Seta. L’America, cobra per cultura e oggi anche per eccesso di testosterone presidenziale, sta imparando a fare la muta. Diventa pitone tattico con l’Iran e con Cuba. Persino i dazi lavorano come una stretta lenta e asfissiante sulle filiere globali. Senza però rinunciare alla tentazione del morso improvviso, come suggeriscono i segnali di una possibile nuova escalation su Teheran. La natura del cobra non cambia: resta lì, pronto a colpire”.

1. Il cambio di paradigma: da Cobra a Pitone. Segre analizza l’evoluzione tattica di Donald Trump. Tradizionalmente descritto come un “cobra” — impulsivo, predatore e amante dei successi rapidi (il blitzkrieg comunicativo e militare) — Trump sta adottando la strategia del “pitone”. Invece di cercare lo scontro diretto e immediato (le bombe), preferisce l’assedio e lo strangolamento economico (le sanzioni e i blocchi), convinto che “funzioni meglio delle bombe”.

2. L’Iran come pedina contro la Cina. L’assedio all’Iran e il controllo dello Stretto di Hormuz non riguardano solo il nucleare o il Medio Oriente, ma sono mosse di una partita più ampia. L’obiettivo reale è la Cina. Strangolando l’Iran, Washington colpisce il rifornimento energetico di Pechino (che importa da lì metà del suo greggio). Questa “grammatica dello strangolamento” si estende anche al Venezuela e ai tentativi di riavvicinamento alla Russia, volti a isolare il “dragone” cinese.

3. La “Guerra Lunga” per l’egemonia. L’autore suggerisce che Trump abbia compreso una verità storica: lo scontro tra USA e Cina non è una crisi passeggera, ma una guerra per l’egemonia globale destinata a durare decenni. Segre paragona la situazione attuale alle guerre tra Inghilterra e Francia tra il XVIII e il XIX secolo: una serie di conflitti intervallati da tregue precarie che, pur cambiando forma, costituivano un’unica, lunghissima contesa per il potere mondiale.

4. La sfida tra rettili. La Cina utilizza da tempo la strategia del pitone (tramite la Via della Seta e il controllo delle terre rare). L’America sta imparando a fare lo stesso, alternando però la “morsa” dei dazi e dei blocchi energetici al “morso” improvviso del cobra.

5. Conclusione: un equilibrio precario. Secondo Segre, anche se i prossimi vertici tra Trump e Xi Jinping dovessero portare a un allentamento delle tensioni, non sarà la fine delle ostilità. Sarà solo un momento per “allentare i nodi” e rinegoziare i termini di un abbraccio mortale. La lotta tra i due giganti per l’energia, i semiconduttori e l’intelligenza artificiale è solo all’inizio e ridisegnerà il futuro globale.

1 maggio 2026