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Scienza & Tecnologia

Musk in aula contro Altman: “L’AI è come Terminator“

Michela Rovelli ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui racconta dell’avvio del processo negli Stati Uniti che vede Elon Musk contrapposto a Sam Altman, accusato di aver tradito lo spirito originario di OpenAI. Musk, primo a testimoniare nel tribunale di Oakland, sostiene che la società, fondata nel 2015 come no profit per sviluppare un’intelligenza artificiale a beneficio dell’umanità, sia stata trasformata da Altman e dal presidente Greg Brockman in una “macchina da soldi”.

Secondo Musk, OpenAI avrebbe snaturato la propria missione, appropriandosi di un progetto benefico per fini commerciali. Per questo chiede danni per 150 miliardi di dollari. Durante la testimonianza ha usato metafore forti, paragonando l’AI a Terminator e avvertendo dei rischi esistenziali per l’umanità se lo sviluppo tecnologico non viene controllato. Ha raccontato di aver voluto creare un’azienda “opposta a Google”, con una componente for profit minima e strumenti condivisi apertamente.

La giudice Yvonne Gonzales Rogers ha però ammonito Musk per i continui attacchi pubblici contro Altman e OpenAI sui social, chiedendogli di non interferire con il regolare svolgimento del processo.

La difesa di Altman, affidata all’avvocato William Savitt, respinge le accuse e ribalta la narrazione: la causa sarebbe motivata dall’invidia di Musk, rimasto fuori dal successo di OpenAI dopo averla lasciata nel 2018. Secondo questa versione, Musk avrebbe voluto il controllo totale dell’azienda e se ne sarebbe andato dopo il rifiuto degli altri fondatori.

Il contenzioso si inserisce nel contesto del clamoroso successo di ChatGPT dal 2022 e dei rapporti miliardari con Microsoft, anch’essa citata nella causa. Oggi OpenAI non è più una no profit: la nuova struttura a scopo di lucro si prepara alla quotazione in Borsa, con una valutazione stimata di circa 730 miliardi di dollari.

30 aprile 2026