Mattia Feltri ha pubblicato su La Stampa un articolo che è una satira amara sull’uso retorico del “senso dello Stato” da parte di chi si proclama patriota e sovranista. Feltri mostra come questo richiamo solenne alla Patria e alle istituzioni emerga spesso solo a parole, mentre nei fatti svanisce nei momenti decisivi.
Scrive Feltri: ”Abbiamo capito come è andata nel caso, della grazia a Nicole Minetti, in cui le responsabilità sono tutte del gatto Silvestro o del topo Gigio, siccome anche stavolta il ministro Carlo Nordio non c’era e se c’era dormiva, e tutti gli altri gli cantavano la ninna nanna. Con capi di questa levatura, con questo senso del comando, con questo senso del destino, insomma con questo senso dello Stato e della Patria, si salvi chi può”.
L’autore richiama tre casi emblematici. Il primo riguarda Andrea Delmastro e Emanuele Pozzolo: durante una festa di Capodanno parte un colpo di pistola e c’è un ferito, ma nessuno sente il dovere di chiarire l’accaduto, nemmeno davanti alla magistratura. Il secondo è quello di Osama Almasri, torturatore libico arrestato e subito rilasciato, rimpatriato con un volo di Stato tra rimpalli di responsabilità e accuse ai giudici, senza che emerga una verità chiara. Il terzo riguarda la grazia a Nicole Minetti, attribuita a una catena di scaricabarile che chiama in causa l’assenza o l’inerzia del ministro Carlo Nordio.
Feltri conclude con un giudizio ironico e severo: dietro la retorica della Patria e del comando, il “senso dello Stato” si dissolve in opacità, irresponsabilità e mancanza di leadership, lasciando i cittadini con l’impressione che, più che lo Stato, a salvarsi sia solo chi può.
30 aprile 2026





