Gian Antonio Stella ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui scrive del controverso provvedimento con cui il governo Meloni ha sostanzialmente ”manlevato” tutti quei politici che causando dei danni alla pubblica amministrazione, i caso di condanna saranno tenuti a risponderne in minima parte.
Il nucleo della controversia
L’articolo analizza lo scontro tra la Corte dei Conti e il Governo Meloni in merito alla cosiddetta “riforma Foti”. La magistratura contabile ha infatti sollevato una questione di legittimità dinanzi alla Corte Costituzionale, ritenendo la riforma incostituzionale.
Sottolinea Stella: «In 80 pagine i giudici contabili dicono che la riforma Foti stravolge 11 articoli costituzionali. «La previsione di un tetto al risarcimento fino al 30% del danno e comunque non oltre il doppio della retribuzione o dell’indennità, sganciato dal pregiudizio effettivo», sostiene Donato Centrone, a capo della Magistrati Corte dei Conti «riduce l’efficacia dell’azione di responsabilità e indebolisce un principio fondamentale: chi danneggia le casse pubbliche deve risponderne in modo adeguato»
I punti critici della riforma
Secondo la Corte dei Conti, la nuova legge limita eccessivamente la responsabilità dei funzionari pubblici:
- Tetto al risarcimento: il danno addebitabile a chi gestisce male il denaro pubblico è limitato al 30% del totale e, in ogni caso, non può superare il doppio della retribuzione del funzionario.
- Violazione del “Patto Sociale”: il magistrato Donato Centrone sostiene che questa norma indebolisca il principio per cui chi danneggia le casse pubbliche deve risponderne adeguatamente. Ciò crea un doppio danno ai cittadini: perdono il servizio che le tasse dovevano finanziare e devono accollarsi i costi della cattiva gestione.
- Incostituzionalità: in un documento di 80 pagine, i magistrati contabili sostengono che la riforma violi ben 11 articoli della Costituzione.
Il caso concreto: l’Alto Adige e la SVP
Stella utilizza come esempio emblematico le vicende legate ad alcuni esponenti della SVP (Südtiroler Volkspartei) in Alto Adige:
- Si parla di terreni sul Catinaccio (a 2.734 metri d’altezza) svenduti a prezzi irrisori (30,5 euro al metro quadro) per permettere la ricostruzione di un rifugio privato molto più grande dell’originale.
- Nonostante l’iniziale richiesta di 600.000 euro di danni da parte della Corte dei Conti, l’autore sottolinea come, tra archiviazioni, modifiche alle leggi locali e l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, è probabile che nessuno pagherà, indipendentemente dalla decisione della Consulta.
Le posizioni contrapposte
- Il Governo (e il promotore Foti): difendono la riforma definendola una svolta necessaria per liberare la Pubblica Amministrazione dalla “paura della firma”, favorendo decisioni rapide e legittime.
- La Corte dei Conti: ritiene che la norma favorisca l’impunità e lasci il peso degli sprechi interamente sulle spalle della collettività.
La decisione finale spetta ora alla Corte Costituzionale, che dovrà stabilire se il “tetto” ai risarcimenti sia compatibile con i principi della nostra Carta.
29 aprile 2026





