Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Economia

Meloni con i problemi dei conti che non tornano

Gianni Trovati ha pubblicato su Il Sole 24 Ore un articolo in cui analizza la difficile situazione economica italiana in vista del prossimo Documento di finanza pubblica (DPF), evidenziando come il Paese si trovi stretto tra una crescita anemica e un debito pubblico che torna a correre.

Scrive Trovati: ”Le previsioni sulla nostra economia sollevano oggi sfide quasi impossibili, legate come sono alle variabili sugli sviluppi della crisi mediorientale e alla valutazione dei danni già prodotti, almeno a breve e medio termine, dalle settimane di guerra che hanno preceduto il cessate il fuoco. Lo stesso Governo, ancora una volta, presenterà uno scenario di base caratterizzato da una crescita moderata, intorno al +0,5% quest’anno e in leggera risalita nei successivi, affiancato da ipotesi alternative annerite da fattori esogeni più negativi su prezzi energetici, quindi inflazione e di conseguenza tassi. Ma un dato è certo: l’Italia si è affacciata sull’ennesimo shock geopolitico con condizioni di partenza più fragili degli altri. E, dunque, con margini di bilancio decisamente più ristretti per provare a mettere in campo contromisure”.

1. Il primato negativo della crescita

Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’Italia si conferma l’ultima in Europa per crescita economica.

  • Pil 2026: previsto un modesto +0,5%, meno della metà della media dell’Eurozona (+1,1%) e meno di un terzo rispetto alla media del G7 (+1,6%).
  • Prospettive a medio termine: l’Italia resterà ancorata allo “zero virgola” anche nei prossimi tre anni. Tra il 2026 e il 2029, la crescita complessiva sarà del +2,6%, contro il +4,2% di Francia e Germania e il +7,6% della Spagna.

2. L’esplosione del debito e l’eredità dei bonus edilizi

L’Italia è destinata a superare la Grecia, diventando il Paese più indebitato d’Europa in rapporto al Pil.

L’effetto superbonus: il debito è alimentato pesantemente dai 230 miliardi di crediti d’imposta edilizi accumulati tra il 2020 e il 2023. Questi crediti si trasformano in debito effettivo nel momento in cui vengono usati per compensare le tasse.

L’impatto nel 2026: quest’anno i vecchi crediti d’imposta peseranno sul debito per ben 51 miliardi di euro (2,2 punti di Pil), una cifra equivalente a due manovre finanziarie.

20 aprile 2026