Jacopo Iacoboni ha pubblicato un articolo su La Stampa in cui scrive di un discorso che la moglie di Donald Trump ha tenuto alla Casa Bianca qualche giorno fa in cui Melania protestava che con l‘affaire Epstein loro non avevano proprio niente da chiarire.
Scrive Iacoboni: ”Per quale motivo la First Lady deve tornare su un caso oscurato sui media dalla guerra in Iran, rispondere ad accuse che nessuno le ha mai rivolto e fornire in diversi passaggi una versione smentita da fatti già emersi? La First Lady ha detto di non esser mai stata in relazione con Epstein o con la sua ex complice condannata Ghislaine Maxwell, con la quale ha detto di aver avuto solo una corrispondenza occasionale, in cui le ha “risposto” “in maniera educata”. Ma, tanto per fare un esempio, la mail che emerge dagli Epstein files non è una “risposta”: è Melania che scrive a Ghislaine. Non è casuale corrispondenza: Melania la lusinga, chiede lei di vedersi. Ghislaine chiama Melania “sweet pea”. Se Melania fosse mai chiamata a testimoniare al Congresso, queste cose dovrebbe dirle sotto giuramento. Forse come difesa era meglio dire: conoscevo bene entrambi, erano nostri amici”
E continua: ”Tanti in America collegano l’uscita di Melania al rischio che una sua ex amica, Amanda Ungaro, racconti, come minaccia di fare, tutto quel che sa. Ungaro è stata per vent’anni la moglie di Paolo Zampolli, ex agente di modelle che portava negli Usa tante ragazze dell’Est Europa o russe”.
Il “Melania Show”: Una difesa rischiosa
L’articolo analizza il discorso tenuto da Melania Trump il 9 aprile alla Casa Bianca, definendolo un evento “apparentemente incomprensibile”. La First Lady ha scelto di affrontare pubblicamente il suo legame con Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell, cercando di distanziarsene drasticamente.
I punti chiave della smentita di Melania
- Negazione dei rapporti: Melania ha dichiarato di non essere mai stata in relazione con Epstein o Maxwell, parlando solo di incontri casuali dovuti a circoli sociali sovrapposti tra New York e Palm Beach.
- Corrispondenza “educata”: ha descritto i contatti con la Maxwell come scambi occasionali e formali.
- Cronologia: ha affermato di aver incrociato Epstein per la prima volta solo nel 2000.
Le incongruenze rilevate
Iacoboni sottolinea come la versione della First Lady sia smentita da diversi elementi:
- Le prove documentali: dagli “Epstein files” emergono email in cui è Melania a scrivere per prima alla Maxwell con toni lusinghieri, ricevendo in risposta l’appellativo affettuoso “sweet pea”.
- Le immagini: decine di fotografie testimoniano una vicinanza che mal si concilia con l’idea di semplici incontri casuali.
- Il rischio legale: queste affermazioni potrebbero rivelarsi pericolose qualora Melania fosse chiamata a testimoniare sotto giuramento davanti al Congresso.
Il possibile movente: Amanda Ungaro
L’articolo ipotizza che l’improvvisa sortita di Melania non sia casuale, ma una mossa preventiva legata a Amanda Ungaro.
La Ungaro è l’ex moglie di Paolo Zampolli (l’agente che portò molte modelle dell’Est, tra cui Melania, negli USA).
In rotta con l’ex marito, la Ungaro ha minacciato di raccontare tutto ciò che sa (“Ora è guerra”). L’uscita di Melania servirebbe quindi a depotenziare eventuali rivelazioni imminenti.
19 aprile 2026





